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Alberi abbattuti dal Comune di Vico Equense sul Faito. Il Wwf: Consegneremo dossier al ministro

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VICO EQUENSE. Furono i residenti del Faito a segnalare al Wwf Terre del Tirreno come alcuni operai della Sma Campania, assieme all’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Vico Equense, Gennaro Cinque, la mattina del 14 ottobre scorso, avessero provveduto a marchiare con numeri in vernice rossa 23 pini neri secolari sulla montagna del Faito. L’immediato sopralluogo dei volontari ed esperti del Wwf accertò come, ad eccezione di due alberi (di cui uno morto e uno malato) quei pini godessero tutti di ottima salute.

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“Sia ben chiaro – dichiara Claudio d’Esposito presidente del Wwf Terre del Tirreno – stiamo parlando degli ultimi alberi secolari che sopravvivono sulla montagna del Faito, devastata dall’incendio del 2017. Quegli alti pini furono piantati quasi due secoli fa e costituiscono oggi un bene di valore inestimabile, oltre che un’attrazione unica. Abbattere quei patriarchi arborei per stupidi e ingiustificati motivi non è assolutamente accettabile”.

Qualche giorno prima il sindaco di Vico Equense aveva emanato una discutibile ordinanza, la n. 257 del 4 ottobre 2019, per costringere gli abitanti del suo Comune ad eliminare sull’intero territorio, assieme ai rami sporgenti della vegetazione arborea ed arbustiva a confine con le strade carrabili e pedonali del territorio comunale, anche tutti gli alberi adiacenti alle strade (comprese quelle provinciali) partendo dalla semplice e assurda deduzione che “albero = pericolo”.

Dopo la nota del Wwf, inviata anche al prefetto di Napoli e alla Procura della Repubblica, il sindaco modificò l’ordinanza incriminata rettificandola con l’ordinanza n. 267 del 16 ottobre, prorogando di dieci giorni i termini di intervento e chiedendo, come condizione necessaria e sufficiente per eliminare gli alberi adiacenti alle strade, un’apposita perizia redatta da tecnico abilitato che attestasse il pericolo paventato nell’ordinanza. Inoltre si disponeva che “nell’eventualità in cui gli interessati non procedano autonomamente al taglio delle piante e alla regolarizzazione delle siepi, i lavori potranno essere eseguiti dall’amministrazione comunale, senza ulteriore comunicazione all’interessato, con successivo addebito delle spese ai proprietari e/o conduttori dei terreni”.

“Che ci sia una forzatura da parte della pubblica amministrazione a volere eliminare gli alberi appare evidente – dicono ancora dal Wwf -. Riteniamo che non sussistano situazioni di pericolo incombente tali da motivare le ordinanze emesse dal sindaco, avendo la stessa ordinanza n. 267 demandato alla verifica di tecnici abilitati la certificazione della condizione delle piante tali da essere considerate pericolose per la pubblica incolumità. Un vero e proprio abuso di potere?

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Sono già troppi gli alberi fatti segare grazie a compiacenti e vergognose perizie, commissionate ai soliti due o tre agronomi di turno che più che “medici delle piante” continuano a comportarsi da “avvocati”, pronti a perorare la causa del proprio cliente ed avallare l’abbattimento di alberi anche secolari, sani e robusti, ritenuti fastidiosi più che realmente pericolosi”.

La protesta del Wwf e la presa di posizione dell’Ente Parco Regionale dei Monti Lattari, a tutela del patrimonio arboreo e delle regole, produsse un incontro a fine ottobre, presso la sede della Uod Ufficio Centrale Foreste e Caccia, con la dirigente Della Valle e tutti gli enti coinvolti: Regione Campania, Comune di Vico Equense, Sma Campania, Città Metropolitana, Ente Parco dei Monti Lattari.

In tale riunione si decise di dividere gli interventi in due macro-aree ed incaricare la Sma Campania di produrre un piano per il taglio delle alberature pericolanti procedendo con immediatezza, a partire da fine novembre, ad eliminare gli alberi bruciati dall’incendio del 2017 e ormai pericolosi, successivamente di valutare gli interventi di alleggerimento della chioma delle piante sporgenti sui cavi della pubblica illuminazione e solo dopo, con un secondo progetto, di intervenire nella stessa area sulle piante segnalate e geo referenziate, nonché segnate con vernice rossa, con deramificazione e riduzione della chioma e/o taglio, premunendosi di richiedere il Nulla osta all’Ente Parco e valutando la necessità di assoggettare gli interventi alla procedura di valutazione di incidenza (V.I.)

All’indomani dell’incontro al vertice (sarà solo un caso?), i rami e gli alberi morti e bruciati, in piedi da oltre due anni, hanno iniziato con puntualità a precipitare sulla carreggiata della strada del Faito nelle ore serali, scatenando un putiferio sui social pronti anche di notte ad evidenziare i crolli, amplificati dalla stampa on line. Risultato? Il Comune ha deciso di procedere con urgenza, senza rispettare gli accordi presi, ad abbattere in proprio gli alberi sul costone.

E nella fretta e/o improvvisazione si sono lasciati crollare violentemente da 40 metri di altezza i tronchi segati, pesanti anche 100 quintali, che hanno sfondato i muretti a protezione della carreggiata. Nulla di preoccupante, fa sapere l’agronomo incaricato dal Comune, esiste già un progetto per la sostituzione di tutti i muretti stradali con guard-rail in legno modello “Margaritelli”.

“Della serie: chiamo il pittore a tinteggiare le pareti e questo mi distrugge i mobili, tanto li dovrò sostituire? D’altronde era già accaduto che i muri in costruzione dagli operai della Città Metropolitana venissero abbattuti a picconate da operai comunali per poter allocare i guard-rail in legno. Ditemi se non è pazzesco tutto ciò?”

Nel frattempo arriva la Sma, come da accordi presi nella riunione, e trova in azione operatori non autorizzati. La Regione diffida quindi il Comune di Vico Equense a continuare i tagli, il cui devastante risultato è sotto gli occhi di tutti. Eppure il Parco Regionale dei Monti Lattari aveva fornito parere favorevole al piano redatto dalla Sma Campania per l’intervento sugli alberi del Monte Faito. Ma il Comune ha ritenuto in “urgenza” di agire in “danno” alla Città Metropolitana e alla Regione stessa, proprietari di strada e montagna, abbattendo gli alberi di sua iniziativa servendosi dell’agronomo Raffaele Starace per il piano di taglio.

“Qualcuno ha tentato di lucrare sull’emergenza dei cittadini, noi abbiamo sempre seguito la linea degli Enti competenti ed ora che Città Metropolitana e Regione hanno dato il via libera alla Sma, la messa in sicurezza si realizzerà nel massimo rispetto della natura – dichiarò il presidente del Parco Regionale dei Monti Lattari Tristano dello Joio -. I cittadini sono stufi di chiacchiere, noi siamo dalla loro parte e abbiamo lavorato in silenzio perché i processi messi in campo venissero velocizzati il più possibile”.

Tuttavia venerdì 13 dicembre 2019 nell’ennesimo incontro in Città Metropolitana, dove tutti gli enti sono stati nuovamente convocati per redimere la questione, parrebbe che l’assessore ai Lavori pubblici Gennaro Cinque abbia rivendicato la titolarità del Comune ad eseguire gli abbattimenti in spregio agli accordi presi a fine ottobre.

“A questo punto è doveroso chiedersi come stanno realmente le cose – conclude il Wwf – se tale circostanza, come da rumors, dovesse rivelarsi reale saremmo di fronte all’ennesimo atto di arroganza e di prevaricazione di un ente rispetto a tutti gli altri, la qual cosa metterebbe a serio rischio non già solo il rispetto delle regole (parola ormai sconosciuta sul Faito) ma la sopravvivenza stessa del patrimonio arboreo tutelato dal Parco e dal sito di interesse comunitario del Monte Faito”.

Abbiamo già documentato l’abbattimento di troppi alberi, anche secolari, per futili e privati motivi, non possiamo assolutamente permettere che lo scempio si ripeta. Il Wwf è pronto a denunciare in tutte le sedi opportune tale vergognosa situazione. È nostra intenzione chiedere un incontro col ministro Sergio Costa per relazionare su tutto quello che accade sulla montagna simbolo dei Monti Lattari.