Varato il nuovo Codice della Strada, maggiori restrizioni ma multe più leggere

Via libera da parte del Consiglio dei Ministri al nuovo Codice della Strada. Il provvedimento, che entrerà in vigore nel 2028, prevede una generale diminuzione delle multe, attraverso il blocco dell’adeguamento all’inflazione e la revisione degli importi, insieme a misure volute dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini per contrastare i comportamenti che mettono maggiormente a rischio la sicurezza degli utenti della strada.

Sul fronte dell’importo delle sanzioni prevista la sospensione dell’adeguamento automatico biennale all’inflazione. A questa misura si aggiunge un arrotondamento al ribasso rispetto alle misure stabilite dalla legislazione vigente: i minimi edittali di 26 euro scendono a 25 euro, quelli di 42 euro vengono portati a 40 euro, mentre le sanzioni di 83 e 87 euro si riducono entrambe a 80 euro.

Si inaspriscono invece le contravvenzioni per chi circola senza assicurazione, con la previsione del divieto di circolazione a tempo indeterminato. Per i veicoli stranieri che si spostano lungo le strade italiane per più di 30 giorni viene introdotto l’obbligo di assicurazione secondo le regole del nostro Paese. Il nuovo Codice prevede inoltre la riscossione coattiva delle somme non pagate dagli utenti stranieri.

Cambiano anche i tempi per la notifica dei verbali. Secondo il ministero i Comuni avranno 45 giorni, anziché 90, quando l’accertamento della violazione avviene da remoto e senza contestazione immediata. Il Mit presenta la riduzione del termine come una tutela dei conducenti e del loro diritto alla difesa.

Un’altra modifica riguarda i documenti: il ministero spiega che viene eliminato l’obbligo di portare con sé quelli cartacei di guida e di circolazione. Gli organi di polizia potranno verificarli telematicamente in sede di controllo.

Il provvedimento semplifica anche le procedure relative al Contrassegno unificato disabili europeo e obbliga tutti i comuni ad aderire alla piattaforma nazionale, per garantire che il tesserino sia riconosciuto su tutto il territorio italiano. Per gli enti che non si adeguano è prevista una limitazione precisa: non potranno utilizzare i dispositivi di accertamento a distanza per le violazioni relative alla sosta riservata e alle zone a traffico limitato.

Per i motociclisti prevista la possibilità di utilizzare la corsia di emergenza in autostrada in caso di incidenti o rallentamenti. Quanto ai cosiddetti cicli a propulsione, tra i quali sono citate le biciclette utilizzate dai rider, il nuovo Codice introduce l’obbligo di casco e di contrassegno.

Per i monopattini elettrici viene introdotto il divieto di circolazione quando costituiscono un intralcio o un pericolo per i pedoni. Nel trasporto professionale, infine, il limite anagrafico viene innalzato da 68 a 70 anni per tutte le patenti del gruppo 2: C1, C1E, C, CE, D1, D1E, D e DE. Resta previsto l’obbligo di verifica biennale.

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