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Turismo e variante Delta, fioccano le disdette

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Prima i dubbi sui vaccini ed ora i timori delle varianti. L’industria delle vacanze torna ad avere paura. La speranza di un’estate di rilancio lascia il campo all’incubo della variante Delta. Il lento ma continuo aumento dei contagi e le voci sul possibile ritorno alla zona gialla per alcune Regioni chiave (tra le quali anche la Campania) per il settore fanno crollare gli affari. Secondo le stime di Fiavet, la Federazione italiana associazioni imprese viaggio e turismo, nell’ultima settimana si è registrato un calo del 50% delle richieste di prenotazione sia per l’estero che per l’Italia.

Il numero degli italiani che avevano deciso di fare le vacanze oltre confine era già esiguo, rispetto al periodo pre-pandemia: si tratta, sempre secondo i dati Fiavet, del 15% delle prenotazioni. Ma ora si è innescata una brusca frenata delle richieste, accompagnata da un’ondata di cancellazioni, sia per le mete interne che per quelle al di fuori dei confini nazionali.

“Tenendo conto che in questi giorni gli italiani stanno decidendo la partenza delle prossime 3-4 settimane – spiega la presidente di Fiavet, Ivana Jelinic – già abbiamo visto negli ultimi giorni un crollo della domanda e le persone hanno deciso di non confermare e di aspettare. A questo si aggiunge un insorgere di richieste di annullamento perché qualcuno, colto dai timori, ha preferito addirittura cancellare, e si tratta di cancellazioni anche per le settimane centrali di agosto”.

Secondo Jelinic, “l’elemento che inizia a preoccupare e che desta grande preoccupazione sono proprio le cancellazioni: da un lato per via di quello che sta succedendo all’estero, dall’altro perché le ipotesi di far diventare alcune Regioni gialle e il fatto che si stia alzando l’allerta sta spaventando le persone che preferiscono rinunciare alle vacanze”.

“Se verranno introdotte nuove restrizioni – spiega il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca – saranno soprattutto gli stranieri a disdire le prenotazioni. In particolare gli americani, la cui presenza è determinante in località come Capri, Roma e Firenze”.

“Stimavamo che per effetto del green pass – precisano da Confesercenti – si sarebbero generati 2,5 milioni di pernottamenti in più e quasi 3 miliardi di euro di spesa turistica aggiuntiva: numeri che ora rischiano di essere spazzati via da una nuova ondata di sfiducia sulla destinazione Italia”.