“Se le forze politiche e sociali di questa città avessero un pò di orgoglio dovrebbero, secondo me, rifiutarsi di presentare le liste almeno fino alla decisione sul possibile scioglimento”. È la provocazione di Ivan Gargiulo, l’ex consigliere comunale di Sorrento che con le sue denunce ha scoperchiato il sistema delle mazzette sugli appalti pubblici che faceva capo all’ex sindaco Massimo Coppola.
“La mancata presentazione comporterebbe il rinvio delle elezioni alla sessione autunnale – rileva Gargiulo -. Se poi medio tempore il governo decidesse per lo scioglimento amen, ne prenderemo atto e valuteremo il da farsi. Purtroppo non accadrà e siamo quindi tutti costretti ad operare in un clima di totale incertezza che non fa bene alla città e che di fatto altera e comprime la libera partecipazione alla competizione elettorale. Quando dico “purtroppo non accadrà” mi riferisco al fatto che qualcuno possa non essere d’accordo con la mia proposta o peggio che possa approfittarne per presentare una lista e partecipare”.
L’idea di Ivan Gargiulo è stata sposata in pieno da Bruno Morelli, che in questi giorni si è rivelato come uno dei possibili candidati. “La nostra Costituzione impone il rispetto del principio dell’effettività del suffragio, il che significa che l’elettorato attivo deve essere garantito nella sua piena efficacia, assicurando che il corpo elettorale possa esprimere la propria volontà in modo autentico – sottolinea -. Le elezioni devono, quindi, essere libere da condizionamenti, ovvero non influenzate da pressioni di alcun tipo. La protezione da interferenze è, infatti, essenziale per preservare la sovranità popolare. Attualmente, queste condizioni non sono verificabili a Sorrento”.
“Da alcune settimane è sulla scrivania del Ministro degli Interni la relazione del Prefetto di Napoli, contenente la richiesta di commissariamento ex art. 143 del TUEL del nostro Comune, sulla quale il Consiglio dei Ministri ha tre mesi per pronunciarsi – rileva Morelli -. Una situazione inaccettabile che incombe sulle prossime elezioni fissate per la fine di maggio. Per questo motivo, stamattina ho lanciato un appello pubblico ai candidati sindaci, ai partiti politici, alle liste civiche e ai movimenti intenzionati a partecipare alla prossima tornata elettorale, invitandoli a non presentare le candidature entro la scadenza del 23 aprile. L’obiettivo è ottenere un rinvio che consenta di acquisire, prima di andare al voto, la decisione del Consiglio dei Ministri e di conoscere i risultati del lavoro d’indagine svolto dalla commissione d’accesso. Due condizioni essenziali e irrinunciabili per garantire effettività al suffragio e restituire dignità alla nostra comunità”.





