Sorrento. Incidente mortale di Cristiano Gargiulo, la verità dopo 10 anni

Ci sono voluti 10 anni perché emergesse tutta la verità sul tragico incidente costato la vita ad un ragazzo di Massa Lubrense. Era il 26 maggio del 2016 quando Cristiano Gargiulo, percorreva in sella al suo scooter via Nastro Verde quando, all’altezza di una curva nella zona di Priora, borgo collinare di Sorrento, si scontrò con un autocarro guidato da A.M..

L’impatto fu devastante. Il 17enne venne sbalzato per metri sull’asfalto e morì poco dopo a causa delle gravissime ferite riportate. Neanche il casco regolarmente indossato riuscì a salvargli la vita.

Per un decennio si è ritenuto che la morte di Cristiano fosse dovuta solo ad una sua responsabilità. Secondo i rilievi iniziali dei carabinieri intervenuti sul posto, il 17enne avrebbe invaso la corsia opposta nell’impegnare la curva, andando a schiantarsi contro il lato sinistro dell’autocarro che, sempre secondo quella ricostruzione, procedeva regolarmente sulla propria mano. Una dinamica che la famiglia Gargiulo non ha mai accettato.

I genitori Francesco e Maria Grazia, insieme alla sorella Miryam, hanno continuato a chiedere che si scavasse più a fondo. Hanno denunciato lacune investigative, l’assenza di una ricostruzione cinematica dell’incidente e soprattutto una serie di elementi che, a loro giudizio, non combaciavano con quanto accaduto realmente.

Le indagini penali furono archiviate una prima volta e poi nuovamente nel 2021, anche dopo la richiesta di riapertura avanzata dai familiari del ragazzo. Eppure c’era una consulenza tecnica di parte che aveva evidenziato possibili incongruenze nella posizione del furgone e nel punto d’urto.

I parenti del 17enne non si sono mai arresi ed ora, a distanza di dieci anni, il tribunale civile di Torre Annunziata, ha riscritto almeno in parte quella verità. Come riporta Marco De Rosa sul Mattino di oggi, determinante è stata la consulenza tecnica che ha stabilito il punto d’impatto più probabile, in prossimità della linea di mezzeria.

Pertanto l’autocarro non procedeva “strettamente sulla destra” come previsto dal Codice della Strada. Anzi, secondo la perizia tecnica, se il conducente del mezzo pesante avesse mantenuto correttamente la propria traiettoria, lo scontro sarebbe stato evitato. Il tribunale ha riconosciuto quindi un concorso di colpa del 50 per cento tra il conducente dell’autocarro e Cristiano Gargiulo, rigettando di fatto la tesi della responsabilità esclusiva del ragazzo sostenuta nei primi rilievi.

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