Riportiamo di seguito il documento programmatico proposto da Raffaele Attardi per dare vita ad un movimento civico che possa partecipare alle prossime elezioni amministrative di Sorrento. Un programma con alcuni punti focali intorno al quale costruire un gruppo di persone pronte a mettersi in gioco per risollevare le sorti della città.
Il futuro di Sorrento e della penisola è avvolto nella nebbia. Si gira intorno ai problemi e nel
frattempo non solo non si parla di che fine devono fare progetti ad alto impatto, come il
percorso meccanizzato porto-parcheggio Lauro, o quello dell’eliporto presso Le Tore, ma se ne
aggiungono in agenda altri come il porto fra Sant’Agnello e Piano di Sorrento e il parcheggio terminal sulla stazione di Sorrento che porterà ad intasare ancora di più via degli Aranci.
E cosi si assiste inermi all’aggravarsi della ‘turistificazione’ il processo che sta modificando
irreversibilmente Sorrento, trasformandola in un ibrido fra un hub e un autogrill e che porta come logica conseguenza l’espulsione dei cittadini, alla chiusura di tutte le attività tipiche e dei negozi di prossimità e all’allontanamento dei giovani per mancanza di alloggi e di opportunità.
In aggiunta a questi gravi fenomeni sociali assistiamo con inquietudine ad un crescente consumo irreversibile di Sorrento, allo stravolgimento di luoghi entrati nell’immaginario collettivo, alla perdita di giardini, colture tradizionali, arti e saperi e troppo spesso ci accorgiamo di tutto questo solo quando la perdita diventa irreversibile o quando siamo espulsi da dove siamo nati.
Dire di no a tutte queste cose è diventato abbastanza usuale ed anche nell’incontro che si è tenuto ieri al teatro Sant’Antonino, promosso dal gruppo “Partecipa – Idee per la Penisola” i no sono stati tanti. Ma i no non bastano a fermare questi processi.
Già per il passato ci sono stati periodi di sviluppo a cui hanno fatto seguito periodi bui, come
testimoniano le tante rovine sulle quale abbiamo costruito: la differenza è che oggi tutto sta
avvenendo più rapidamente e in maniera globale.
Per rendersi conto dei rischi che corriamo basta camminare per i vicoletti di Sorrento, per capire come sia stato profondo il cambiamento. E per convincerci del fatto di come sia irreversibile basta chiedersi chi sono oggi i gestori e spesso i proprietari degli immobili o guardare chi c’è nei locali o chi serve a tavola o lavora nelle cucine.
Tutto sta cambiando. Sorrento sta cambiando velocemente, sta cambiando il suo assetto urbano, la sua economia e stanno cambiando anche i suoi abitanti. E le cose accelerano di anno in anno. Fra poco, se non troviamo la capacita di entrare in equilibrio con Sorrento e con la Rete della Vita e non riusciamo ad avere la capacita di fare in modo diverso comunità, vivremo in un luogo artificiale e si affermerà una struttura sociale, formata da ricchi e da poveri, senza classe intermedia, e tutto ci sarà estraneo.
Se continua cosi avremo una Sorrento artificiale e un contesto sociale diverso da quello tradizionale. Ma non non basta dire no alla turistificazione, per far crescere in modo armonioso Sorrento e a consentire a tutti i suoi abitanti di viverci in armonia: per ottenere questo risultato bisogna immaginare Sorrento come un giardino da curare e avere la capacità di nutrire gli alberi e consentire che producano frutti, e talvolta anche di potarli, frenare cioè la crescita eccessiva di taluni rami.
Si può fare subito senza grossi progetti ma semplicemente agendo con Amore. Secondo me procedere in questo modo è altrettanto importante che fare luce sui tanti scandali che ci sono stati, perché se non si estende la consapevolezza della gravità di questa situazione e tutto si riduce a episodi di cronaca giudiziaria la situazione non migliorerà.
Quello che serve è la capacità di mettere insieme persone che abbiano la stessa visione: occorre immaginare che Sorrento sia un meravigliosa giardino in cui far crescere in armonia 4 alberi quello dello sviluppo etico, sociale, economico e ambientale. Un giardino dove tutto è interconnesso e dove non si può continuare a consumare senza limiti la terra, l’aria, l’acqua, restituendo ciò che si prende degradato e inquinato.
La “turistificazione di Sorrento” sta producendo proprio questo degrado e si sta svolgendo sotto gli occhi di tutti. Il risultato e che sta arricchendo pochi e impoverendo ed espellendo tanti. Per arrestare questo processo ci sono tante cose che si possono fare subito.
Ad esempio si può migliorare subito l’assistenza sanitaria e senza aspettare 20 anni in attesa di un nuovo ospedale. Si può ridurre il rischio idrogeologico, gestendo correttamente rivoli e scoli e procedendo alla separazione delle acque bianche dalle nere.
Si può cercare tutti insieme di ridurre il dramma del problema abitativo, sia creando una società comunale che compri, requisisca o semplicemente faccia da intermediaria per il fitto di locali da destinare in via temporanea a ridurre il dramma dell’esigenza abitativa, recuperando e promuovendo il recupero urbano migliorando ciò che c’è, senza consumare un metro quadrato di verde, anche attraverso il recupero delle costruzioni abusive a scopo abitativo, previo accordi con Enti sovraordinati.
Si può migliorare la vivibilità delle nostre città riqualificando i servizi che ci sono, prima di tutto l’Eav, da utilizzare come servizio metropolitano e di notte per il trasporto merci e si possono trovare soluzioni per qualificare e regolamentare i flussi, anche per fasce orarie, invece di tentare ossessivamente ad aumentarli senza regole.
Si possono trovare soluzioni per sostenere l’agricoltura, che già per il passato, con idonee iniziative, ha dimostrato di saper raggiungere, quando sostenuta, l’eccellenza nella produzione di agrumi e olio e derivati del latte.
Si può sostenere il commercio di prossimità, l’intarsio e tutte quelle attività tipiche dove non
mancano le capacita individuali, ma che sono messe alle strette dalla burocrazia e dalla mancanza di spazi, cose a cui il Comune può e deve sopperire.
Si può fermare la fuga dei giovani creando percorsi di lavoro che attraverso opportuno tutoraggio li aiutino a scegliere ad affacciarsi all’imprenditoria e diventare capaci di inserirsi localmente in attività innovative.
E si possono fermare quelli che noi chiamiamo incidenti stradali, ma che in realtà sono olocausti offerti a questo sviluppo insostenibile. Si può fare agendo con perseveranza attraverso non uno ma una miriade di interventi che vanno dall’uso di idonee segnaletiche, manutenzioni stradali e controlli; e avendo il coraggio di dedicarsi a questo gli introiti delle sanzioni stradali, piuttosto che pensare a far cassa con le multe o peggio destinando parte dell’incasso a premi di produttività per i vigili. Chi fa bene il proprio lavoro deve essere premiato, ma l’indice per misurare la produttività non può essere l’incasso prodotto da una telecamera ma va scelto fra quelli che misurano i miglioramenti conseguiti grazie all’impegno.
Fra questi indici la riduzione degli incidenti, è il più importante perché quando si tratta delle
persone, tutelare la salute è un obbligo ovunque, sul lavoro, per strada, a casa, nei luoghi di svago e l’unico obiettivo accettabile è incidenti zero.
Quelle che ho elencato, insieme ad altre cose come aumentare le spiagge libere, rendendole raggiungibili, recuperare spazi oggi abbandonati, dividere le acque bianche dalle nere per evitare gli sfiori a mare, regolamentare i flussi di traffico con semplici provvedimenti come lo scarico e carico ad orari prefissati, ridurre il traffico merci al porto, sono tutte cose fattibili e interconnesse fra loro ma che richiedono un impegno preciso: coltivare il giardino, e non limitarsi a coglierne i frutti, o peggio ancora, fare lucro sulle inefficienze del sistema fornendo a prezzi esagerati servizi privati in sostituzione di quelli pubblici carenti.
Ma per ottenere questi risultati il primo passo da fare è impegnarsi a ricostruire una comunità oggi divisa e litigiosa in cui ognuno coltiva il proprio orticello. Ci vogliono giardinieri decisi a partecipare a questo progetto e a impegnarsi in prima persona, decisi a salvaguardare la Rete della Vita e le persone, a utilizzare ogni risorsa, comprese quelle del Comune, che sono enormi, per colmare le disuguaglianze.
E ci vuole una Comunità pronta nel suo insieme a sostenere questo progetto. Ognuno deve porsi una sola domanda: cosa posso mettere a disposizione io per frenare questo degrado?
Bisogna in poche parole agire con Amore, anteponendo gli obblighi che dobbiamo avere nei confronti di Sorrento e della comunità ai nostri interessi personali.
Come comunità siamo partiti male, chiudendo gli occhi difronte ad una elezione illegittima e caduti progressivamente sempre più in basso: adesso per risalire ci sono cose che anche simbolicamente vanno affrontate subito. Dobbiamo iniziare rianimando il cuore della città.
Abbiamo un cuore che si è fermato voluto da Berardina Donnorso per promuovere spiritualità e sostegno ai più deboli e deve essere rianimato. La donazione di Berardina Donnorso deve essere riportata ai suoi scopi originari. C’è una petizione che ha raccolto migliaia di firme che chiede che l’intero complesso di Santa Maria delle Grazie venga restituito ai suoi scopi originari e che la chiesa sia riaperta e non può essere ignorata.
Il primo impegno perciò di una futura amministrazione deve essere riportare il complesso di Berardina Donnorso alla destinazione originaria di centro di spiritualità e di assistenza ai più deboli. È un obbligo che dobbiamo sentire come comunità civile e come comunità ecclesiale: sono mesi che tutto si mantiene sotto traccia e che perfino la chiesa è chiusa. Ed è facile immaginare che con un cuore Sorrento funzionerà meglio.
Il secondo obiettivo da raggiungere deve essere riaprire i cisternoni, riprendersi la Neffola e ogni altra proprietà comunale o demaniale indebitamente occupata. Ciò che è pubblico deve essere sacro e utilizzato solo per il bene comune.
Il terzo obiettivo da raggiungere deve essere istituire una Società Pubblica Comunale che abbia come missione il soddisfacimento del fabbisogno abitativo e che valuti ogni iniziativa idonea per raggiungere questo obiettivo, ad esempio, realizzando o anche comprando o fittando immobili da destinare a locazione ai residenti.
Come pure delineare un percorso per chiudere le pratiche di abusivismo edilizio, attraverso accordi con la Regione e gli Enti sovraordinati, che consentano il recupero degli immobili sanabili a condizione che siano destinati a soddisfare il fabbisogno abitativo: non sarà facile ma neanche
impossibile. E comunque tutto dovrà avvenire a consumo di terreno zero.
E al quarto punto voglio aggiungere che bisogna prendersi cura dei nostri morti e del cimitero, lasciato senza risorse, senza guida e senza prospettive e dove ciò che resta di quello che è probabilmente il più antico monastero di Sorrento rischia di crollare.
Al quinto punto c’è la sanità e l’assistenza sociosanitaria : le esigenze delle persone vanno soddisfatte subito non fra 30 anni e ci sono tante cose che possono essere fatte subito.
Per andare avanti in questo progetto e approfondire queste linee programmatiche è giunto il momento di formare una squadra, perciò non mi resta che ripetere l’invito che vado facendo da sempre: bisogna formare una squadra di persone appassionate, competenti e, soprattutto, che provino Amore per Sorrento, per la Rete della Vita e per le persone.
Perciò concludo con un invito: bisogna riunire chi condivide questa visione e queste linee programmatiche. I want you. Come lo zio Sam, adesso Sorrento sta dicendo a tutti una sola cosa: io voglio te, la tua passione, le tue capacita.
Mi auguro che tu voglia aderire a questo invito e confermarmi la tua disponibilità a partecipare a questo progetto. Sarà mia cura contattare quelli che aderiranno a questo invito per riesaminare e
approfondire queste linee programmatiche, formare la squadra e decidere, insieme, chi dovrà
candidarsi a sindaco.
Solo partendo da una visione chiara, ci sarà in Consiglio comunale quantomeno un numero di persone sufficienti ad avere almeno una minoranza combattiva, capace di evitare la deriva che si è avuta in quest’ultimo ciclo amministrativo.





