Invasione di terreno o edifici, opere abusive su beni vincolati e lavori edili in assenza di permesso a costruire: sono le ipotesi di reato alla base del sequestro preventivo di due dei tre piani di un’enoteca che sorge nel cuore di Sorrento, a pochi passi da piazza Tasso. I sigilli sono stati apposti, a seguito di un’indagine coordinata dalla Procura di Torre Annunziata, è frutto del censimento avviato dalla polizia metropolitana di Napoli circa le occupazioni ritenute indebite delle antiche cisterne romane che sorgono nel sottosuolo dell’area denominata Spasiano.
Le indagini hanno consentito di accertare che l’enoteca in questione si articola su tre livelli, dei quali uno al piano terra, fronte strada, e due interrati. E sono proprio queste parti del locale ad aver attirato l’attenzione degli investigatori.
Il primo piano sottostante il piano stradale sarebbe stato oggetto, come riporta una nota del procuratore Nunzio Fragliasso “di un mutamento di destinazione d’uso, non autorizzato, da deposito a luogo adibito alla preparazione e alla degustazione di cibi”.
Spingendosi ancora più in profondità attraverso una scala non autorizzata ricavata direttamente nel tufo si accede poi ad un secondo livello sotterraneo, “consistente in una grotta, con annessi servizi igienici, arredata con mobili a muro per l’esposizione di vini, nella quale erano stati realizzati degli impianti di illuminazione, areazione e deumidificazione, nonché altre aperture sulla parete tufacea, celate dai mobili espositori e da una rete metallica”.
Gli accertamenti catastali e topografici hanno quindi confermato che “tale ultimo locale ricade in area demaniale, sottoposta a vincolo archeologico e culturale, in quanto rientrante nel più ampio sito di interesse archeologico delle cisterne romane di Spasiano, straordinaria opera idraulica di epoca romana”.
La procura, pertanto, ha chiesto al giudice per le indagini preliminari la convalida del vincolo giudiziario per le sole aree abusive sotterranee, mentre è stato disposto il dissequestro del locale fronte strada al piano terra.
Inchiesta che potrebbe riservare ulteriori sviluppi se si considera che già lo scorso 17 settembre era stato sequestrato un altro locale del corso Italia, nei pressi delle cisterne, utilizzato illegittimamente come deposito e lavanderia da un esercizio extralberghiero. “Le indagini sono tuttora in corso al fine di accertare eventuali ulteriori occupazioni abusive di spazi demaniali di interesse storico e culturale, sottratti indebitamente nel corso degli anni alla loro naturale destinazione”, conclude Fragliasso.






