Sorrento. Demoliti quasi 6mila metri cubi di abusi alla Fattoria Marecoccola

Nell’ambito dell’attività di contrasto al fenomeno dell’abusivismo edilizio, che costituisce una delle priorità dell’azione della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, in esecuzione di un ordine di demolizione emesso dal Tribunale oplontino, sezione distaccata di Sorrento, si è proceduto alla demolizione di un complesso immobiliare abusivo, adibito ad uso residenziale-ricettivo, denominato “Fattoria Marecoccola Sorrento” ubicato nella zona collinare del Comune di Sorrento, in via Malacoccola, nelle immediate vicinanze dell’oasi del Wwwf.

Le opere abusive demolite, per un volume complessivo pari a 5.722 metri cubi, consistevano in:
– un fabbricato abusivo che si sviluppava su tre livelli: il piano seminterrato adibito a deposito; il piano terra destinato a sala ristorante con annessa cucina e servizi igienici; una scalinata esterna che conduceva al piano di copertura della sala, ove era presente una copertura in pali di castagno ed incannucciato, predisposto a sala di ristorazione esterna, attrezzato con tavoli, sedie e forno; sul lato Nord vi era un passaggio coperto che conduceva ad un piccolo manufatto in muratura che ospitava dei servizi igienici;
– un fabbricato abusivo che si sviluppava su tre livelli: il piano seminterrato che fungeva da deposito, il piano terra e il primo piano destinati ad uso residenziale;
– un fabbricato, che si sviluppava su tre livelli, collegati a mezzo di scale esterne: il piano seminterrato destinato alla trasformazione e allo stoccaggio dei prodotti agricoli con ufficio verandato, un primo piano coperto con pergola in pali di castagno, il secondo piano destinato ad uso residenziale;
– un fabbricato abusivo che si sviluppava su due livelli fuori terra, collegati da scala esterna, entrambi adibiti ad uso residenziale con accesso indipendente;
– un manufatto abusivo composto da una piscina a sfioro, di dimensioni 12,10 m. x 5,60 m. con profondità variabile tra 1,30 m. e 2,20 m., con circostante pavimentazione in pietra arenaria e piccolo manufatto per l’alloggio degli impianti tecnologici;
– un manufatto abusivo composto da strada carrabile che attraversava il fondo, superando i vari dislivelli di quota, realizzato in parte con pavimentazione -in calcestruzzo, in parte in conglomerato bituminoso ed in parte in pietra locale, collegando i vari corpi di fabbrica; area sistemata a parcheggio con pavimentazione in brecciolino, insistente nella zona a monte del complesso.

L’area sulla quale erano state realizzate le opere abusive è sottoposta ai seguenti vincoli:
– Zona sismica, protetta da vincoli paesaggistici-ambientali di cui al D. Lgs. 42/04 e s.m.i., parte III e precisamente area assoggettata a vincolo Paesaggistico; R.D. 3267/1923 e L.R. 11/1996 e precisamente area assoggettata a vincolo Idrogeologico;
– Zona Omogenea del P.U.C. e precisamente Zona F2 Parchi Territoriali;
– Zona Omogenea del P.U.T. e precisamente Zona 8 Parchi Territoriali;
– sito di Interesse Comunitario S.I.C. — IT80300006 Costiera Amalfitana tra Nerano e Positano.

“L’esecuzione delle demolizioni delle costruzioni abusive disposte dall’Autorità Giudiziaria rappresenta, per la tutela del territorio, uno strumento insostituibile sia in chiave repressiva, per il ripristino delle condizioni ambientali violate, sia in chiave preventiva, per l’efficacia dissuasiva nei confronti dell’abusivismo edilizio; nel caso di specie si è data esecuzione ad una condanna relativa ad una sentenza risalente all’anno 2010 – fanno sapere dalla Procura guidata da Nunzio Fragliasso -. Grazie all’incessante opera di sensibilizzazione posta in essere da questo ufficio, la suddetta demolizione ha avuto luogo ad opera del proprietario dei manufatti abusivi, in regime di autodemolizione, senza anticipazione di spese da parte del Comune interessato e della Cassa Depositi e Prestiti”.

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