Un fenomeno che preoccupa chi vive oppure possiede un’attività commerciale lungo la linea di costa di Sorrento e delle località vicine. Ma in realtà è tutta la zona bagnata dal golfo di Napoli, comprese le isole, ad essere in allarme. Nell’ultimo periodo, in diverse occasioni, il mare ha superato moli e banchine arrivando ad invadere i locali della riva, così come moli e banchine portuali. Ed ora emerge che non si tratta di episodi isolati, magari dovuti alle piogge intense. Si tratta, invece, di eventi che hanno precise basi fisiche.
A spiegarlo a Mariagiovanna Capone per un articolo pubblicato su Il Mattino sono Bernardino Buonocore, già docente dell’Università Parthenope che attualmente continua come collaboratore esterno, e Yuri Cotroneo, professore associato in Oceanografia, Meteorologia e Climatologia, sempre della Parthenope che con il Dipartimento di Scienze e Tecnologie studia da oltre vent’anni il comportamento del mare nel golfo partenopeo, in particolare Ischia e Castellammare di Stabia.
Una rete di monitoraggio meteoceanografico registra in continuo pressione atmosferica, vento, pioggia, livello marino. “È una rete storica che supera i 20 anni di vita. Ci fornisce in tempo reale le misure e ci consente di leggere fenomeni come quello di questi giorni”, spiega Cotroneo. L’acqua alta che ha colpito costa e isole campane non è stata interpretata in modo estemporaneo. “Nel 2020 abbiamo pubblicato un articolo scientifico – ricorda l’esperto – e a distanza di sei anni vediamo che le spiegazioni date allora coincidono con quanto sta accadendo ora”.
Secondo i dati raccolti dai due studiosi, nei giorni scorsi, il picco massimo registrato a Ischia è stato di 49 centimetri in più rispetto al valore medio del livello del mare, mentre a Castellammare di 50 centimetri. Il punto di partenza è distinguere le cause. Buonocore, che da due decenni cura il mareografo posto sull’isola, lo chiarisce con nettezza. “Il livello del mare cambia per due motivi. Il primo è la marea astronomica, un fenomeno regolato da leggi notissime”.
Ma non basta certo a creare l’acqua alta. “C’è un altro elemento – aggiunge – che è la variazione meteorologica, in particolare la pressione atmosferica. È quella che condiziona in modo diretto il livello del mare”. Quando la pressione scende, la superficie del mare tende a sollevarsi. Il vento può contribuire, ma la pressione resta il fattore dominante. Ecco quindi che la combinazione tra alta marea e bassa pressione genera l’acqua alta. “Quando si sommano le due cause – osserva Buonocore – si crea la condizione che abbiamo visto in questi giorni: il susseguirsi di diverse basse pressioni, con valori anche molto bassi, che hanno prodotto un effetto evidente non solo a Ischia, ma in tutto il golfo di Napoli”.
Senza dimenticare quanto accade a livello planetario. “Il Mediterraneo sta aumentando di livello di circa 4 millimetri all’anno – ricorda Cotroneo – tra dieci anni saranno 4 centimetri in più di livello medio”. Questo significa che la distanza tra superficie del mare e quota della banchina si riduce progressivamente. A questo si aggiunge la fusione dei ghiacciai. Buonocore parla di “due problemi in uno: l’evento meteorologico contingente e il trend di innalzamento di lungo periodo. Quest’ultimo – avverte – sarà un ulteriore contributo a creare condizioni di acqua alta sempre più frequenti”.
Nella foto in alto il mare che ha invaso la banchina del porto di Sorrento nei giorni scorsi.





