Si è tenuta ieri mattina, presso il Tribunale di Torre Annunziata, una nuova udienza del processo per l’housing sociale di Sant’Agnello. Il pubblico ministero della Procura oplontina, Andreana Ambrosino, ha chiesto la confisca dei 53 appartamenti e dell’intero complesso residenziale di via Monsignor Bonaventura Gargiulo che gli inquirenti ritengono siano stati edificati abusivamente.
Ad oggi gli edifici sono sotto sequestro, ma 38 alloggi sono abitati da altrettante famiglie che sono entrate nelle case loro assegnate approfittando della rimozione dei sigilli decisa dal Tribunale del Riesame nel maggio del 2021. Nei loro confronti sono già stati emessi gli ordini di sgombero. Provvedimenti che saranno eseguiti nel momento in cui diventerà esecutiva la sentenza di primo grado, nel caso il collegio giudicante presieduto da Emma Aufieri accolga la tesi della Procura che ipotizza il reato di lottizzazione abusiva.
Per quanto riguarda gli imputati a processo il pm Ambrosino ha chiesto la condanna a tre anni di reclusione per Antonio Elefante, l’imprenditore che fu il regista del progetto. Un anno e 10 mesi la richiesta per il suo socio, Massimiliano Zurlo. Due anni poi la pena auspicata per Franco Ambrosio, ex responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Sant’Agnello e un anno ed 8 mesi per Pietro Iaccarino, funzionario dello stesso ente pubblico. Per tutti loro potrebbe, comunque, scattare la prescrizione nel corso dell’eventuale processo di appello.
Ciò significa che, se i giudici dovessero decidere per la confisca degli immobili, gli unici a pagare sarebbero i promissari acquirenti delle case, i quali hanno sborsato somme tra i 150 ed i 200mila euro per assicurarsi un alloggio. Assegnatari che potrebbero poi tentare di rivalersi nei confronti di Elefante.
Nel frattempo la prossima udienza del processo è fissata per l’8 aprile, quando saranno ascoltati gli avvocati difensori, tranne il legale di fiducia di Elefante che terrà la sua arringa il 29 aprile. A quel punto i giudici si riuniranno in camera di consiglio per deliberare.





