Piano di Sorrento. Morte di Greta Astarita e del suo bimbo, indagati 10 medici

Dieci medici iscritti nel registro degli indagati, otto in servizio al San Leonardo di Castellammare di Stabia e due che lavorano presso l’Ospedale del Mare di Napoli. Entra nel vivo l’inchiesta per la morte della 33enne di Piano di Sorrento, Greta Astarita, e di Nicolò, il bimbo che portava in grembo ormai da sette mesi.

La Procura di Torre Annunziata, ipotizza il reato di duplice omicidio colposo nell’ambito di una possibile responsabilità sanitaria. Gli avvisi di garanzia notificati ai dieci medici consentiranno di approfondire il loro ruolo nella vicenda e di svolgere gli accertamenti necessari nel contraddittorio previsto dalla legge.

L’iscrizione nel registro degli indagati non equivale all’accertamento di responsabilità: saranno i successivi accertamenti a stabilire se vi siano state condotte colpose o se la tragedia sia stata determinata da una causa non evitabile.

Come detto otto sanitari lavorano al San Leonardo, dove Greta si era recata per un dolore all’inguine nella serata di venerdì scorso. Dopo gli accertamenti nel reparto di Ginecologia, la giovane mamma sarebbe stata dimessa per fare ritorno a casa.

Circa due ore più tardi, però, le sue condizioni sarebbero precipitate: un malore improvviso, la perdita di conoscenza ed una nuova corsa in ambulanza all’ospedale di Castellammare dove la situazione è apparsa subito gravissima. Nel tentativo di salvare il bambino, sarebbe stato disposto il parto d’urgenza, ma per Nicolò non c’è stato nulla da fare. Anche la madre è stata ricoverata in Rianimazione, dove è morta nel pomeriggio di sabato.

Gli altri due medici iscritti nel registro degli indagati lavorano all’Ospedale del Mare di Napoli. A loro sarebbe stato richiesto un supporto specialistico nel disperato tentativo di salvare la giovane donna ed il suo bambino.

Nel frattempo tra le ipotesi del loro decesso si fa strada quella di una trombosi, indicata come plausibile dal direttore sanitario del presidio stabiese, Luigi Stella Alfano. Non si tratta, tuttavia, di una causa accertata. Le salme sono state sequestrate e messe a disposizione dell’autorità giudiziaria. Le autopsie, presumibilmente programmate per domani, dovranno chiarire le cause dei decessi e contribuire a ricostruire le ultime ore di vita della donna e del bambino.

Gli esami medico-legali saranno fondamentali per verificare le ipotesi al vaglio degli inquirenti. Parallelamente, l’Asl Napoli 3 Sud ha avviato un’indagine interna. L’obiettivo è capire, per ciascun professionista, quali interventi siano stati effettuati e se vi siano aspetti dell’assistenza da approfondire.

Come avevamo detto per rispetto delle vittime e dei loro familiari saremmo tornati sulla vicenda solo in caso di sviluppi giudiziari come è avvenuto con gli avvisi di garanzia notificati nelle scorse ore.

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