Piano di Sorrento. Gli rifiutano i soldi per la droga, aggredisce madre e fratello minore

Stringe le mani al collo del fratello minore intervenuto per difendere la madre che gli ha appena rifiutato i soldi per la droga. È per questo che un 20enne di Piano di Sorrento è finito in manette con l’accusa di maltrattamenti in famiglia aggravati. Una brutta storia che ruota intorno alla dipendenza dal crack, stupefacente sempre più diffuso nel comprensorio costiero, soprattutto tra i ragazzi delle famiglie che non hanno problemi economici.

Figli di professionisti o di imprenditori che si rifugiano nello sballo per sfuggire ad una vita che non riesce a soddisfarli. E così le pipe diventano un modo per allontanarsi dalla realtà ed immergersi in un mondo fatto di illusioni. Il 20enne della Costiera è uno dei tanti che non riescono ad uscire dal tunnel. La famiglia del ragazzo, come riporta Il Mattino online in un articolo a firma di Massimiliano D’Esposito, ha anche tentato la strada di una comunità di recupero, ma senza successo. Dopo un po’ di tempo si è allontanato ed ha ripreso le sue cattive abitudini.

E così, sempre più schiavo della droga, si rivolge con insistenza ai genitori per chiedere le somme necessarie ad acquistarla. Loro cercano di tenere duro e di non assecondarne le pretese, ma questo comporta gli scatti d’ira del 20enne. Già è successo in passato che abbia aggredito la madre perché non gli dava quanto richiesto. Stavolta, però, si è spinto troppo oltre.

Quando si è visto opporre l’ennesimo rifiuto si è scagliato con violenza contro la donna. Il fratello minore, di soli 15 anni, non è rimasto impassibile e si è frapposto tra i due per difendere la mamma. A questo punto il 20emme gli ha stretto con forza le mani al collo cercando di strangolarlo. Provvidenziale si è rivelato l’intervento del padre che è riuscito a fermare la rabbia del figlio maggiore.

Dalla casa della famiglia di Piano di Sorrento parte così la richiesta di aiuto e poco dopo arrivano gli agenti del commissariato della Costiera. I poliziotti della sezione Volanti, agli ordini dell’ispettore Gaetano Starace e coordinati dal vice questore Alfredo Petriccione, arrestano il ragazzo e lo trasferiscono presso il carcere di Poggioreale dove si trova rinchiuso in attesa della convalida.

Dalle verifiche emerge che nei confronti del 20enne la Procura di Torre Annunziata aveva già aperto un fascicolo per il cosiddetto “codice rosso” per violenze domestiche che consente di attuare misure d’urgenza. Dopo l’arresto i familiari raccontano della forte dipendenza del giovane dal crack, tanto che, per attenuarne gli effetti eccitanti, dopo averlo consumato, fuma dell’hashish. Una situazione estremamente difficile, insomma, che crea problemi al ragazzo ed anche a chi gli è vicino.

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