Dopo l’incontro degli amministratori locali della penisola sorrentina con il governatore Roberto Fico, titolare anche della delega alla Sanità della Regione Campania, è tornata sotto i riflettori la questione dell’ospedale unico.
Nella nota diffusa dopo il summit dai primi cittadini si spiegava che “durante l’incontro è stato fatto un approfondito focus sul progetto del nuovo presidio sanitario e su tutte le criticità emerse anche all’interno della Conferenza dei servizi, non ancora conclusa, e sui relativi ritardi. Abbiamo ribadito la volontà di avere un nosocomio all’avanguardia in penisola sorrentina e di essere aperti all’ipotesi di nuove soluzioni ed anche ad un’eventuale ricollocazione della sede, mantenendo i fondi nella nostra area geografica. Un segnale di unione tra sindaci e di obiettività di fronte a un procedimento che sta dimostrando di avere delle difficoltà oggettive e che va inserito in una visione d’insieme dei territori campani, nell’ambito del piano ospedaliero generale della Regione”.
Una presa di posizione per nulla condivisa da Vincenzo Iaccarino, primario di Cardiologia del Santa Maria della Misericordia di Sorrento ed ex sindaco di Piano di Sorrento che all’epoca fu delegato dai suoi colleghi primi cittadini di seguire il progetto dell’ospedale unico.
“A proposito dell’ospedale unico della penisola sorrentina leggo interventi e commenti che confermano l’assoluta “ignoranza” sull’argomento e la mancanza di una reale consapevolezza sui problemi della sanità ospedaliera nel nostro territorio e su come si possono risolvere nel breve e medio periodo – ha spiegato Iaccarino -. Rispetto al diritto alla salute e all’opportunità, costruita in tanti anni di lavoro, di realizzare il nuovo ospedale, continuiamo ad assistere a un racconto surreale sull’individuazione di una nuova location, senza dire l’unica verità: abbandonando il progetto di Sant’Agnello non si realizzerà nessun nuovo ospedale in penisola sorrentina. È bene che ci sia coscienza di tutto ciò, senza ipocrisie e inutili pretese”.
E ieri è arrivata la (lunga) replica del sindaco di Sant’Agnello, Antonino Coppola (anch’egli cardiologo in forza al presidio sorrentino ora in aspettativa), la cui amministrazione ha bocciato l’opera che dovrebbe sorgere dove attualmente si trova l’edificio che ospita il distretto 59 dell’Asl Napoli 3 Sud.
“Ancora una volta, da parte di qualcuno, abbiamo assistito ad una narrazione distorta e tossica, un racconto manipolato e non obiettivo, con lo scopo di orientare in un solo senso l’opinione pubblica, omettendo la verità. In alcuni casi a muovere tutto ciò è il solito coacervo di interessi (anche economici), l’ansia di rivalsa di una parte politica, orfana da qualche mese del megafono di una certa stampa locale che ha fatto in questi anni da “house organ” e anche peggio. Tutte cose che non sfuggono alla maggior parte dei cittadini.
Partiamo dalla novità. L’incontro in Regione ha evidenziato un cambio di passo significativo nelle modalità di confronto con le istituzioni che rappresentano le realtà locali. Un clima decisamente diverso, tanta disponibilità all’ascolto. Si è parlato innanzitutto e a lungo della situazione attuale dei nostri Presidi Ospedalieri, delle difficoltà che vivono alcuni reparti per carenza di medici e personale OSS, del servizio territoriale del 118 e della mancanza di medici sulle ambulanze, dei reparti che offrono un ottimo servizio nonostante le carenze di personale, dei lavori già programmati da tempo al P.O. di Sorrento, della centralità del Distretto Sanitario e degli spazi dedicati all’UOC di Salute Mentale, di case di comunità, di accesso alle cure e più in generale di sanità pubblica. I cittadini sempre più spesso sono costretti a manifestare per difendere il diritto alla salute, come è successo con la fiaccolata a Vico Equense. Martedì scorso ho incontrato i rappresentanti del Comitato. Si è concordato sulla necessità di fare fronte comune, considerando anche che la Regione Campania, con la legge regionale n.11 del 2025, hariconosciuto Vico Equense, insieme ad altri Comuni, come zona disagiata sotto il profilo della fruizione dei servizi sanitari.
Per la prima volta, i Sindaci hanno posto sul tavolo di confronto la possibilità di considerare sedi alternative per la realizzazione dell’Ospedale Unico. Una posizione condivisa, alla luce anche delle evidenti criticità emerse. C’è un aspetto fondamentale rimosso consapevolmente da molti. La Conferenza di Servizi, indetta a marzo 2025, a seguito della sentenza del TAR, per esaminare tutte le osservazioni pervenute da parte di cittadini ed associazioni, i nuovi elaborati prodotti dal Comune di Sant’Agnello, e le determinazioni pervenute dai vari Enti coinvolti nel progetto, è ancora in corso. Non si è ancora conclusa ed evidentemente c’è un motivo. Più di uno. Questo è il “grande particolare” omesso da molti.
Le criticità, le forzature e le lacune del progetto, ora a tutti più chiare, le rappresentammo fin dal fin dal nostro primo incontro in Regione. Era il giugno 2023 e tutto si è rivelato, nel corso di questo tempo, tristemente vero.
Ricordiamone solo alcune. L’autorimessa/parcheggio a servizio dell’ospedale, pur essendo necessaria in termini di standard pertinenziali, è stata stralciata dalla progettazione per mancanza di fondi. Una carenza grave, considerando anche l’eliminazione di 60 posti auto da Viale dei Pini per far posto alle corsie preferenziali riservate ad ambulanze e mezzi di soccorso. Eliminata dal progetto anche la pista d’atterraggio dell’elisoccorso. Le aree relative al Blocco Operatorio e alla Diagnostica per Immagini sono state escluse dall’appalto e lasciate nel progetto “al grezzo” (vedi foto). Più di ottanta milioni di euro non bastano per avere un ospedale pronto all’uso e con un parcheggio! L’abbattimento dell’edificio attualmente destinato al Distretto per far posto all’ospedale, ci priverebbe di un immobile di grande valore viste le quotazioni attuali in Penisola. La mancanza di una sede alternativa ci espone al rischio concreto di uno spacchettamento dei servizi a discapito degli utenti.
Vi sono due pareri rilevanti, negativi, al momento non superati, che attengono all’incolumità, alla sicurezza e alla salute pubblica. Il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Napoli ha espresso parere definitivo contrario alla realizzazione del progetto antincendio in deroga riguardante l’Ospedale e l’A.R.P.A. Campania ha espresso e confermato parere negativo sugli esiti del Piano di caratterizzazione e del documento di Analisi di Rischio ambientale per l’area oggetto della progettazione dell’Ospedale.
Un titolo a parte merita il parere dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, da molti non preso adeguatamente in considerazione, che è un vero e proprio macigno sul percorso del nuovo ospedale. Leggetelo, lascia sconcertati (vedi foto). Nelle due precedenti Conferenze di Servizi (siamo alla terza) era valso il silenzio/assenso perché l’ADB non aveva rilasciato nessun parere. Questo è un tema serio, che pone numerosi interrogativi tanto da chiedersi come sia stato possibile tutto ciò.
Si aggiunga che nel 2015 quell’area è stata riperimetrata passando da area a rischio molto elevato (R4) ad aerea priva di qualsiasi rischio. È l’area nella quale nel 2019 si è aperta una voragine (6 metri di diametro per almeno 15 di profondità) e la macchina sprofondata lì sotto non è stata mai più ritrovata. Ed è la stessa area per la quale la precedente Amministrazione chiese un finanziamento per la messa in sicurezza di 2.5 milioni di euro nel 2022, considerandola a rischio idraulico molto elevato. Poi ci si dimentica di tutto ciò, affermando che non ci sono rischi. Quando “conviene”, è una zona priva di rischio. Tante incongruenze, troppe. Ancora oggi non sono stati eseguiti i rilievi e le ispezioni delle cavità sotterranee, richieste dall’AdB, al fine di valutare le condizioni di stabilità e l’eventualità presenza di cavità non censite, né è stato effettuato uno studio idrologico-idraulico sugli imbocchi e i tratti tombati dei Valloni San Giuseppe e San Filippo.
E non andrebbe infine dimenticato che, come emerso chiaramente a margine della Conferenza di Sevizi di luglio, l’emodinamica (in realtà mai prevista, ma solo annunciata a sorpresa un anno fa) non potrà esserci perché il bacino d’utenza di riferimento è inferiore a 300mila abitanti. Non è prevista neanche la stroke unit. I pazienti con patologie tempo-dipendenti, come l’infarto e l’ictus, continueranno ad essere trasferiti.
E intanto, come riportato anche da alcuni quotidiani, il cantiere per il nuovo Ospedale di Castellammare di Stabia è fermo da cinque mesi, praticamente mai avviato.
I cittadini andrebbero informati correttamente utilizzando un linguaggio di chiarezza”.





