Una notizia che scuote gli appassionati di ciclismo e di sport di tutta Italia e non solo. È morto questa mattina Carmine Castellano. Ad annunciare il decesso di colui che è stato il direttore del Giro d’Italia dal 1993 al 2005 è il sito internet della Gazzetta dello Sport.
Classe 1937, avvocato, Carmine Castellano era originario di Sant’Agnello. Ha legato trent’anni della sua vita alla “corsa rosa” che attraversa in lungo ed in largo l’Italia. Esperienza ripercorsa nel suo libro “Tutto il Rosa della mia vita”.
Dopo aver esercitato per 20 anni la libera professione legale, nel 1974 conobbe lo storico patron del Giro d’Italia, Vincenzo Torriani. La collaborazione dal 1975 al 1977 si limitò alla sola logistica per le tappe del Sud Italia. Successivamente Castellano si trasferì a Milano, dando un grande contributo all’organizzazione della competizione ciclistica dal 1982 al 1988.
Quando Torriani ebbe problemi di salute Castellano si occupò in prima persona di tutta l’organizzazione dei Giri a partire dal 1989, assumendo la carica di direttore unico nel 1993 e mantenendola fino all’edizione del 2005.
Nel gennaio del 2013 Carmine Castellano è stato nominato presidente onorario del Comitato Regionale Campano della Federazione ciclistica italiana.
“Un addio con dolore per il mondo del ciclismo, per la sua amata penisola sorrentina – il ricordo di Gianfranco Coppola, presidente nazionale Unione stampa sportiva italiana -. Carmine Castellano è passato definitivamente alla storia del ciclismo. 89 anni, di cui oltre 50 dedicati a migliorare il mondo delle due ruote.
Amava ripetere che tre persone possono emergere dal tettuccio apribile con l’auto in movimento: il Papa, ll Presidente della Repubblica e il direttore di corsa del Giro d’Italia. Raccolse il testimone da Vincenzo Torriani che intravvide nell’avvocato meridionale rigoroso e poco incline ai compromessi l’erede ideale.
E nel 1992 sporse il busto dall’ammiraglia. A lui si devono l’introduzione di salite poi divenute celebri come il Passo del Mortirolo e l’inserimento, dopo molti anni, dell’avventura sul Colle delle Finestre, prima strada sterrata nel percorso del Giro. Era il 2005. Visse con tumulto nell’animo l’esclusione di Pantani dal Giro senza mai esprimersi sulla storiaccia neppure nelle occasioni conviviali, in particolare in Campania, quando era l’ospite del cuore per tutti negli ultimi 20 anni.
Chi ama la bici non muore mai e Castellano è destinato a continuare a pedalare nel cuore di agonisti ed appassionati”.





