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Massa Lubrense zona rossa, parlano il sindaco ed il leader dell’opposizione

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Da oggi e fino al 28 febbraio Massa Lubrense è zona rossa. Il Comune della costiera sorrentina fa registrare dati troppo elevati in merito all’incidenza dei contagi e l’Unità di crisi della Regione Campania, nel notificare la situazione di rischio, ha chiesto al sindaco di prendere provvedimenti. Per questo è stata varata l’ordinanza che impone di fatto il lockdown (per leggerne il contenuto clicca qui). Nel frattempo si anima anche il dibattito politico tra maggioranza ed opposizione in merito alle misure adottate.

Di seguito l’intervento del sindaco di Massa Lubrense, Lorenzo Balducelli e poi quello del capogruppo di minoranza Lello Staiano:

Capisco tutto. Capisco la rabbia, capisco il disorientamento, capisco che ci sono grosse difficoltà per tante attività e tante famiglie. Capisco tutti, ma provate anche a capirmi.
Da gennaio stiamo vivendo un’escalation della diffusione del virus. Tutto è iniziato proprio nelle festività. I nostri dati erano buoni, la zona gialla ci consentiva un po’ tutto. In quel periodo abbiamo iniziato gli screening prima per le categorie più esposte: forze dell’ordine, operatori della raccolta e dello spazzamento dei rifiuti, commercianti e poi abbiamo proseguito con lavoratori dei servizi, alunni e docenti, poi siamo passati alla popolazione in generale. Affluenza bassissima. Per la scuola abbiamo fatto tamponi fino al 6 gennaio: affluenza attorno al 30%.
Sono iniziati i problemi, i numeri si sono fatti importanti. Nel frattempo sono arrivate una serie di sentenze di vari TAR che bocciano le chiusure della Regione Campania e le ordinanze di alcuni sindaci anche con situazioni epidemiologiche difficili come Torre Annunziata e Scafati. Per le ordinanze comunali in buona sostanza i provvedimenti mancavano di “evidenze scientifiche”. A Sant’Agnello, per la chiusura di alcuni plessi dove ci sono stati contagi, il sindaco ha avuto una denuncia penale per interruzione di pubblico servizio, abuso di potere e procurato allarme. Io, come gli altri sindaci, ci siamo trovati con le spalle al muro di fatto senza potere. L’unica arma che abbiamo potuto utilizzare è stata quella dello screening con i tamponi che ci ha donato la MSC attraverso la Fondazione Sorrento. Un manipolo di medici, paramedici e volontari della Protezione Civile hanno fatto 4000 tamponi in poche settimane con condizioni climatiche proibitive. L’affluenza è stata notevole e così è stato possibile scoprire tanti positivi asintomatici che avrebbero ulteriormente aggravato e peggiorato la situazione.
La Regione davanti ad una situazione a macchia di leopardo ha fornito ai Comuni una serie di dati epidemiologici. Lo ha fatto nella giornata di ieri. A questo l’Unità di Crisi della Regione ha aggiunto ai dati un sistema di alert da attivare nel caso i comuni superassero alcuni parametri rispetto alla media regionale. Nella tarda mattinata di oggi arriva l’alert per Massa Lubrense. Sui due parametri, considerati i nostri dati, non superavano la media regionale, ma addirittura la raddoppiavano. Si dovevano adottare misure restrittive da zona rossa. Cosa che doverosamente ho fatto. L’alert non è arrivato dieci giorni fa ma stamattina e stamattina ho adottato i provvedimenti che andavano adottati. Non perché sono un sadico, non perché non capisco le difficoltà ma perché un sindaco come un padre di famiglia deve fare il suo dovere anche quando i provvedimenti che prende sono impopolari.
Sulle misure restrittive vi informo che sono state adottate le stesse restrizioni stabilite dal DPCM per le zone rosse, senza aggiungere e senza togliere, anche per quanto riguarda le scuole con la chiusura solo della seconda e terza media e delle superiori. A quanti si sono chiesti perché non siamo andati oltre i parametri della zona rossa del DPCM per le scuole dico questo: nei dati epidemiologici forniti dalla Regione ed elaborati dall’Unità di Crisi, l’incidenza del contagio sulla fascia dei bambini scolarizzati era nulla. La fascia più colpita dal CoViD è quella dai 19 ai 26 anni e subito dopo quella dai 50 ai 64.
Questi i fatti. Davanti a queste situazioni non è facile fare il sindaco. Non mi aspetto certo applausi, ma non mi aspetto neanche insulti. Ho fatto quello che andava fatto. L’ho fatto per il bene di tutti. L’ho fatto perché me lo ha imposto la mia coscienza di uomo, e perché è dovere di un sindaco fare scelte difficili quando questo è necessario.

Con una decisione repentina, il nostro Comune, che in Campania è al sesto posto per tasso di contagio, finisce diritto diritto in zona rossa. Io non voglio far polemica, non voglio soffiare sul fuoco della rabbia. Mi appello prima di tutto ai miei concittadini massesi, affinché vivano con un forte senso di responsabilità e con la forza che li ha sempre contraddistinti un momento così grave e delicato. Evitiamo le uscite e gli assembramenti inutili, osserviamo le regole e le prescrizioni, solo così potremo uscirne il prima possibile. Infine rivolgo un invito agli amministratori. Si superi l’egoismo e la superficialità in nome di un impegno comune a favore dei nostri concittadini. Gli errori iniziano a diventare troppi. Era da giorni che il tasso di contagio galoppava come non mai, e prendere provvedimenti così restrittivi in pochissime ore, gettando nel panico famiglie, commercianti e lavoratori, non deve essere solo la scelta più facile da prendere. Serve di più, serve cooperazione, serve programmazione, servono più controlli. Noi ci siamo, anche per lavorare insieme ove necessario. Ci aspettano mesi durissimi, forse gli ultimi prima dell’immunità di gregge prevista con le vaccinazioni. Ma fino a quel momento non possiamo sbagliare, dobbiamo smetterla di decidere senza spiegare nulla, o di “ordinare” senza comprendere le legittime esigenze della nostra comunità.