I militari della Guardia Costiera di Castellammare di Stabia hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa della misura cautelare interdittiva della sospensione dall’esercizio dell’attività imprenditoriale e di ristorazione, catering e attività collegate, per la durata di tre mesi, emessa dal gip del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della locale Procura, nei confronti del legale rappresentante della società Ristorante Maria Grazia srl, titolare dell’omonimo locale sito in località Marina del Cantone, nel Comune di Massa Lubrense, in ordine al delitto di violazione dei sigilli aggravato dalla qualità di custode giudiziario.
“Il provvedimento cautelare – si legge in una nota del procuratore capo Nunzio Fragliasso – trae origine dall’accertata violazione dei sigilli apposti dalla polizia giudiziaria il 17 dicembre 2025 ad alcune opere (parte della pedana su palafitte, ove insistevano alcuni tavoli) del ristorante, ricadenti sul demanio marittimo che, al termine della stagione balneare, non erano state rimosse”.
Dagli accertamenti espletati era emerso, infatti, “che le opere realizzate, sebbene formassero oggetto di una concessione demaniale marittima stagionale quali opere di facile rimozione con l’obbligo di rimuoverle al termine della stagione balneare, non erano mai state rimosse, atteso che risultavano ancorate stabilmente al suolo anche mediante la realizzazione di putrelle in cemento”.
Si era proceduto, pertanto, al sequestro delle opere per le violazioni in materia edilizia e paesaggistica e per il reato di occupazione abusiva del demanio marittimo, con affidamento delle strutture alla custodia del titolare del ristorante, essendosi accertato, altresì, che le stesse presentavano criticità sotto il profilo della stabilità e della sicurezza, non risultando agli atti alcuna autorizzazione sismica né il deposito dei calcoli statici, previo collaudo dell’opera, presso il Genio Civile.
A seguito del sequestro preventivo delle opere illegittime, l’indagato aveva avanzato una richiesta di accesso all’area posta sotto sequestro, al fine di procedere ad accertamenti tecnici propedeutici alla regolarizzazione delle stesse, tuttavia successivamente si accertava che, al termine delle predette operazioni, la pedana in sequestro non solo non era stata rimossa/regolarizzata, ma altresì era stata addirittura riverniciata.
Il 21 giugno scorso, a seguito di segnalazione, personale della Capitaneria di Porto effettuava un controllo presso il ristorante Maria Grazia, accertando come la pedana sotto sequestro, previa violazione dei sigilli (rimozione del nastro bicolore e del cartello monitorio apposti in loco), fosse occupata da diversi tavoli ai quali sedevano numerosi avventori intenti a consumare i pasti.
Emergeva, pertanto, che la riverniciatura della pedana era stata effettuata, non solo in assenza di autorizzazione, ma altresì in vista della successiva indebita utilizzazione della struttura stessa.
L’esecuzione della misura cautelare si inserisce nel contesto di una più vasta e sistematica azione di prevenzione e repressione dei reati in materia ambientale e demaniale, capillarmente condotta dagli Organi di polizia giudiziaria, e dalla Capitaneria di Porto in particolare, sotto il coordinamento della Procura oplontina, a tutela del demanio marittimo nella penisola sorrentina.
La misura interdittiva applicata è stata emessa dal gip dopo avere proceduto all’interrogatorio preventivo dell’indagato. Il procedimento pende nella fase delle indagini preliminari.





