Massa Lubrense. Abbattuti due alberi secolari, la denuncia del Wwf

Motoseghe in azione per le secolari Araucarie di “Villino Arbace” in via Quarazzano a Massa Lubrense, sotto la supervisione dell’agronoma incaricata dal proprietario, la cui perizia di parte ne avrebbe giustificato l’eliminazione. A nulla è valso un intervento in extremis del Wwf Terre del Tirreno che, allertato dai cittadini, ha compulsato la polizia locale e il responsabile dell’ufficio tecnico di Massa Lubrense, inviando una Pec in tempo reale nella quale si segnalava l’eliminazione in atto di due alberi secolari chiedendo di verificare la sussistenza dell’autorizzazione al taglio della Soprintendenza competente.

“Non c’è pace per i nostri alberi secolari – dichiara Claudio d’Esposito presidente del Wwf Terre del Tirreno – le due grosse araucarie in questione erano già state oggetto di censimento da parte della nostra associazione per l’apposizione del vincolo monumentale, ai sensi della Legge 10/2013. Erano piante importanti, alte e secolari, risalenti agli anni ’30. Con la loro età, una circonferenza del tronco di circa tre metri il primo esemplare e oltre due metri il secondo, e un’altezza di diciotto metri erano chiaramente visibili anche da mare e facevano parte integrante del paesaggio e della geografia dei luoghi”.

“Eliminarle è stato un peccato e un ennesimo attentato al patrimonio arboreo storico del Comune di Massa Lubrense, oltre che a nostro avviso un’azione penalmente rilevante in quanto il taglio è stato eseguito senza il nulla osta preventivo della Soprintendenza ai sensi dell’art.146 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio – D.lgs. 22/01/04 n°42 – prosegue d’Esposito -. La cosa più grave è che nonostante l’accorata denuncia del Wwf nessuno abbia ritenuto di dover bloccare le operazioni in atto. Non condivisibile nemmeno la loro sostituzione, come previsto, con due palme californiane (Washingtonia) che non sono di certo specie autoctone né naturalizzate”.

La chioma delle due araucarie si presentava irregolare a seguito di drastiche potature di contenimento, che ne avevano snaturato la tipica conformazione naturale “piramidale”. Le piante producevano grossi coni fruttiferi il cui temuto rischio di caduta al suolo avrebbe giustificato in passato l’assurda e drastica potatura “di contenimento” commissionata sulle piante e si teme, oggi, la loro definitiva eliminazione.

Le due alberature erano state a ragione inserite dal Wwf nel censimento dei patriarchi arborei più importanti della penisola sorrentina per il loro enorme valore agronomico, ambientale e paesaggistico, tali da divenire punto di riferimento geografico dell’intera area, annotando fedelmente in esso il passato dell’ambiente che lo circonda e degli uomini che lo hanno abitato, e rappresentando, quindi, una fondamentale testimonianza di storia locale.

Il Wwf ha inviato un esposto alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata ritenendo che il parere della Soprintendenza fosse da rendersi necessario dal momento che l’abbattimento di tali alberi, facenti parte integrante del paesaggio e visibili dallo spazio pubblico, non potesse assolutamente ritenersi un intervento di “lieve entità” e tra quelli considerati “esclusi dall’autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzatoria semplificata” ai sensi del DPR n° 31 del 13 febbraio 2017.

A tale proposito nella Circolare operativa Mibact n° 32 del 21 luglio 2017 si chiarisce l’interpretazione dell’Allegato A del DPR n° 31/2017: l’intervento di taglio di alberi è consentito senza autorizzazione della Sovrintendenza solo laddove esso è “di lieve entità e senza rilevanza paesaggistica”. Tale corretta applicazione della norma è stata confermata dalla stessa Soprintendenza in casi analoghi relativi nello stesso territorio di Massa Lubrense e, di recente, in un caso riguardante un’alberatura di Pinus pinea sulla spiaggia del Pezzolo nel Comune di Vico Equense.

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