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Il comandante Arma tornato in Italia: Dobbiamo fare la nostra parte

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È sbarcato in serata all’aeroporto di Fiumicino con tanto di mascherina sul volto Gennaro Arma, il comandante-eroe della penisola sorrentina che ha guadagnato gli onori della cronaca perché nella disavventura della Diamond Princess ormeggiata per giorni al largo del Giappone in attesa che finisse la quarantena degli oltre700 passeggeri positivi al coronavirus è stato l’ultimo a lasciare la nave.

Ad accogliere l’anti-Schettino c’era il ministro degli Esteri Luigi Di Maio che ha portato a lui e all’equipaggio i saluti del governo: “Troverete un’Italia diversa da come l’avete lasciata ma stiamo cercando di fare il massimo ed è in questi momenti che noi italiani sappiamo dare il meglio di noi”. Dal canto suo Arma ha ringraziato il ministro: “Non mi sento un eroe. Sono una persona normale che ha fatto il suo dovere. Dispiace per il momento che sta attraversando l’Italia ma siamo pronti a continuare a dire la nostra, a fare la nostra parte anche in questo momento. Siamo qui”.

Poi le parole di ringraziamento per il presidente della Repubblica: “Siamo molto contenti di essere rientrati e di essere in Italia. Non vediamo l’ora di abbracciare le nostre famiglie in questo momento. È stata un’esperienza impegnativa, unica nel suo genere, ma alla fine è andato tutto bene. Ringrazio il Presidente Mattarella per la nomina a Commendatore. Adesso andiamo a casa”.

Di sicuro il comandante Arma dovrà aspettare prima di ricevere i festeggiamenti pubblici più volte promessi dal sindaco di Sant’Agnello Piergiorgio Sagristani. La penisola sorrentina è più blindata della sua Diamond Princess e la paura dei contagi è altissima. Tant’è che lo stesso comandante ha subito fatto sapere che se ne starà chiuso in casa perché, evidentemente, essere sfuggito al contagio in Giappone, non significa avere la patente di immunità.

La sua voce in Costiera, comunque, è arrivata prima di lui attraverso le telecamere di Sky Tg24 e mentre la moglie Mariana, con il piglio deciso, tipico di un agente-procuratore, continuava a dire che per scambiare qualche parola con il marito bisogna passare attraverso l’ufficio stampa di Princess. Forse neanche lei sapeva che il marito, o la Princess, avevano rotto gli indugi e scelto la telecamere per far diffondere in Italia i primi messaggi del comandante-eroe.

Sull’areo con lui anche gli uomini dell’equipaggio italiani risultati tutti negativi ai tamponi dopo i 14 giorni di quarantena trascorsi in Giappone. Uomini che con Arma hanno collaborato in ogni istante tant’è che lo stesso comandante ancora prima di finire la quarantena aveva avuto modo di farci sapere che l’onorificenza concessa dal Presidente Mattarella “mi ha fatto molto piacere e mi ha reso ancora più orgoglioso del lavoro di tutto il mio equipaggio e, soprattutto, orgoglioso di essere italiano. Orgoglio che ora diventa emozione”.

Il comandante Arma è allenatissimo a tirare fuori il meglio. È sceso per ultimo dalla sua nave dove si è trovato a gestire una situazione difficilissima: circa quattromila passeggeri di cui più di settecento contagiati dal virus. Gli spazi ristretti di una nave, le risposte non sempre lineari delle autorità giapponesi lo hanno costretto a gestire in proprio un’emergenza straordinaria.

“Sono state difficoltà diverse. Durante l’intero periodo abbiamo vissuto momenti impegnativi direi, chiaramente diversi da quello che poteva essere il periodo vissuto nella facility di Wako (a nord di Tokyo) durante la quarantena, dove si trattava semplicemente di essere pazienti, far passare il tempo. E chiaramente quella attesa non ha fatto altro che far aumentare il desiderio e la voglia di ritornare in Italia e di riabbracciare la mia famiglia”.

Il comandante inoltre ha speso parole di riconoscenza per la vicinanza fornita dalle autorità: “Io vorrei ringraziare tutti per il supporto, l’affetto e la fiducia ricevuta a 360 gradi, durante il momento di emergenza a bordo e anche il periodo di quarantena in Giappone. E chiaramente l’Ambasciata d’Italia ha giocato un ruolo fondamentale in tutto questo e ci è stata molto vicino durante il periodo delle sei settimane, e ne siamo molto grati”.

di Antonino Pane da Il Mattino

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