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Flop referendum giustizia, in penisola sorrentina affluenza ai minimi

referendum

Alla chiusura delle urne si conferma l’affluenza ai minimi storici nei sei Comuni della penisola sorrentina per i 5 referendum relativi alla giustizia.

A Massa Lubrense, alle ore 23 gli elettori che hanno votato sono il 6,34 per cento (il 6,35 per cento solo per il quarto quesito, quello relativo ai membri laici dei consigli giudiziari).

A Meta raggiunta la quota del 12,24 per cento per tutti i 5 quesiti.

A Piano di Sorrento siamo all11,38 per cento per il primo quesito (incandidabilità dopo condanna), all’11,39 per cento per il secondo (limitazione misure cautelari), all’11,41 per cento per il terzo (separazione funzioni dei magistrati), all’11,40 per cento per il quarto e lo stesso per il quinto quesito ( elezioni dei componenti togati del Csm).

A Sant’Agnello il dato è del 12,40 per cento. Qui, però, per il primo, incandidabilità dopo condanna, e quinto quesito, si sale al 12,41 per cento.

A Sorrento, alla chiusura, ha votato il 10,20 per cento al primo ed al secondo quesito, il 10,21 per cento al terzo, il 10,23 per cento al quarto ed il 10,22 per cento al quinto.

Infine a Vico Equense la percentuale è del 9,51 per cento per ciascuno dei 5 quesiti proposti.

I numeri fatti registrare nei sei Comuni della penisola sorrentina sono tutti ampiamente al di sotto anche della media nazionale che, seppure lontana dal quorum del 50 per cento più uno, ha oltrepassato il 20 per cento (20,84 per cento). C’è da dire, comunque, che qui è mancato anche il seppur minimo effetto traino delle amministrative, visto che in nessuna delle città costiere si rinnovavano i consigli comunali.

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