“Il futuro di Sorrento lo vediamo cosi: Sorrento deve tornare ad essere un grande giardino con al centro la fonte della vita che alimenta 4 grandi alberi: quelli della sostenibilità ambientale, etica, sociale ed economica. Alberi che devono avere radici profonde e che devono produrre fiori e frutti. Un giardino dove c’è spazio per tante altre specie viventi e per la diversità e dove tutto è amore ed armonia”. È la visione di Raffaele Attardi, candidato sindaco per la lista “Costruiamo insieme la Sorrento del futuro”.
“Per ottenere questo dobbiamo uscire fuori da questo groviglio di egoismi e paure, da questa ricerca ossessiva del profitto, da questo consumismo esasperato – puntualizza -. Il nostro programma non è frutto di accordi di potere o compromessi ma il risultato di mesi di confronto, seguiti da scelte interconnesse fra loro e che portano ad obiettivi chiari”.
Vogliamo ad esempio che torni a battere il cuore della città ovvero che il monastero di Santa Maria delle Grazie torni ad essere centro di spiritualità e di carità;
Vogliamo che l’ambiente sia tutelato per garantire qualità della vita e sicurezza e cioè si riduca l’inquinamento e il rischio idrogeologico e che si recuperino le acque bianche;
Vogliamo che la persona diventi il centro di tutta l’attività del Comune che deve farsi parte attiva per ottenere una sanità e dei servizi sociali adeguati;
Vogliamo.che si costituisca una società di scopo per tutelare e gestire l’enorme patrimonio immobiliare del Comune oggi depredato e abbandonato, e che tramite essa il Comune si faccia parte attiva per trovare alloggi o farsi garante del pagamento dei fitti per i giovani o per i meno abbienti e garantire cosi il diritto alla casa;
Vogliamo che si realizzino strutture comunali adeguate per dare spazi al commercio, agli artigiani, ai giovani, e mantenere vive la attività tradizionali il commercio al minuto, l’imprenditoria giovanile ed anche il turismo perché dando spazio alla fantasia ampliando gli spazi gia esistenti sotto piazza Tasso potremmo realizzare un mercato in questo enorme ipogeo che sarebbe certamente una grande attrazione turistica;
E vogliamo anche che i tifosi e i giovani abbiano strutture sportive adeguate per la squadra e per svolgere le attività dilettantistiche in strutture bellissime ma fatte solo per questo scopo.
Vogliamo condividere questo programma con tutti quelli che amano Sorrento e non vogliono vederla offesa da questa crescita senza regole, che arricchisce pochi, impoverisce tanti, scaccia perfino i residenti e allontana i giovani, spinti a cercare opportunità altrove,
In sintesi vogliamo difendere i cittadini ma anche il turismo che è la nostra principale risorsa, da tutti quei fenomeni degenerativi che si stanno verificando un po’ ovunque e che hanno il nome di turistificazione, un fenomeno degenerativo che come un cancro determina una crescita senza regole che finisce poi per distruggere anche l’economia dei luoghi in cui prolifera.
Questa crescita disordinata ha fatto crescere anche un altro fenomeno degenerativo a cui dobbiamo porre rimedio, la corruzione, che insieme a mali endemici come l’abusivismo crea danni nella nostra comunità.
Sorrento è come una madre, soffre per le offese che le arrechiamo e ancora di più per i suoi figli quando li vede coinvolti in episodi gravissimi di corruzione, ma è sempre pronta a offrirci la sua amorevole bellezza e a riaccogliere i suoi figli quando ritornano sulla retta via, ma è anche una madre coraggio, pronta a scagliarsi contro chi la offende e l’ha spinta nel baratro. E chiede a tutti noi di riflettere sugli episodi gravissimi di corruzione e favoritismi degli ultimi anni e di operare in legalità e trasparenza.
Dobbiamo dire grazie a chi dall’esterno è venuto ad aiutarci, ma dobbiamo anche avere il coraggio di ripartire, assumendoci le nostre responsabilità. Siamo noi che dobbiamo ricostruire gli equilibri che reggono la rete della vita e ricostruire il senso di appartenenza ad una comunità.
Il nostro programma invita a riflettere anche su questo, senza giudicare le persone, ma per trovare contromisure idonee per stroncare questi fenomeni. E per fare questo c’è bisogno di una profonda riforma della macchina comunale. Sono mancati in questi anni strumenti adeguati di informazione valutazione e misurazione delle prestazioni dei dipendenti e troppo spesso si è violato anche il principio dell’autonomia che deve essere garantita a chi assume incarichi pubblici. Anche qui bisognerà mettere mano garantendo autonomia, ma anche misurando in modo adeguato le prestazioni.
Il principio base deve essere: il cittadino è Re ed il Comune è casa sua. Evitando, però, che se approfittino solo i prepotenti. È da qui che bisogna partire perché una macchina senza motore non può funzionare. Bisogna riavviare questo motore a garanzia di tutti”.




