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Confronto sacerdoti-sindaco di Sorrento sui problemi della città

cattedrale

Nei giorni scorsi, presso la Cattedrale di Sorrento, i preti della locale Unità pastorale, hanno incontrato il sindaco ed alcuni componenti della giunta municipale. Un confronto che può essere annoverato tra le modalità con le quali, la comunità ecclesiale sorrentina, intende concretamente partecipare al cammino sinodale della diocesi ed al sinodo per la Chiesa universale, indetto da papa Francesco il 10 ottobre 2021, che prevede una fase di ascolto e condivisione ad ampio raggio, quindi anche delle istituzioni politiche.

Lo scopo di questo incontro, il cui auspicio – dopo un precedente summit tra l’amministrazione comunale e il consiglio pastorale della Unità pastorale tenutosi all’indomani dell’elezione del nuovo sindaco – è che possa essere propedeutico alla costituzione di un tavolo permanente di confronto, allo scopo di irrobustire la sinergia tra istituzioni cittadine, per una più concreta realizzazione di itinerari ed obiettivi per il bene comune.

Tema centrale dell’incontro è stato il dialogo sul tema della povertà e dell’inclusione sociale: punto di partenza è stato l’approfondimento della situazione di alcuni senza fissa dimora, segno visibile del disagio economico che vivono anche alcuni nostri concittadini, per poi trattare più in generale il tema delle povertà e del disagio sociale e psicologico che troppo spesso a Sorrento tende a rimanere nascosto.

Di fronte a queste difficoltà l’amministrazione comunale ha fatto presente come molto spesso le iniziative messe in campo fatichino a raggiungere i destinatari. Le comunità ecclesiali, allo stesso tempo, sono state riconosciute come luogo in cui si raccolgono esigenze e richieste non sempre manifestate altrove, per questo si chiede la collaborazione delle stesse comunità affinché siano cassa di risonanza per gli interventi a sostegno del disagio, attraverso una informazione capillare che vada oltre i canali istituzionali e possa raggiungere le singole persone, ma anche perché diventino luoghi preziosi in cui elaborare idee su come intervenire concretamente di fronte ai problemi che emergono.

Per una maggiore attenzione al territorio e alle persone più svantaggiate si auspica una più efficace sinergia tra l’Azienda speciale consortile per i servizi alla persona “Penisola Sorrentina” e la comunità ecclesiale.

A proposito dell’emergenza abitativa si constata che la normativa nazionale attualmente lascia uno scarso margine di operatività per agevolare gli affitti ad uso abitativo e quindi disincentivare la destinazione di immobili originariamente ad uso residenziale per la ricettività extralberghiera.

Altri aggiornamenti sono stati condivisi circa la questione della viabilità in alcune zone periferiche (Capo/Priora, Casarlano) con alcune criticità in via di risoluzione da parte dell’amministrazione comunale.

Altro momento di confronto ha riguardato la questione dell’ospedale di Sorrento le cui sorti, per quanto stiano a cuore a tutta la comunità, dipendono da esigenze di tipo più ampio, legate alle politiche dell’Asl Napoli 3 Sud e quelle della Regione Campania e alla effettiva disponibilità di risorse umane professionali (medici di pronto soccorso e rianimatori e infermieri).

Una riflessione infine è stata condivisa dai presenti anche sul tema delle limitazioni ancora vigenti per l’organizzazione di processioni e cortei religiosi. Precisato che al momento la nostra Diocesi accoglie le indicazioni della Conferenza episcopale Campana, che nell’agosto scorso ha confermato il divieto di svolgere e organizzare processioni, si è ritenuto opportuno precisare ancora una volta che tali limitazioni (che riguardano anche altri aspetti della vita delle comunità ecclesiali, come le celebrazioni liturgiche e gli incontri di catechesi) vanno rispettate sempre per la tutela della salute delle persone e delle stesse comunità.

L’auspicio di tutti è che i riscontri rassicuranti che pervengono in riferimento all’evoluzione di questa sofferta stagione pandemica consentano alle autorità competenti di rimuovere tali limitazioni e alla comunità cristiana di poter riprendere il proprio cammino di fede in tutte le sue forme, anche quelle proprie di una radicata religiosità popolare.

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