Caro bollette, timori tra gli operatori turistici di Sorrento

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Il caro bollette comincia a preoccupare anche il settore del turismo, nonostante il 2022 record dopo gli anni bui della pandemia. A preoccupare gli operatori sono i pesanti rincari dell’energia. “In 12 mesi, tra luglio del 2021 e quello di quest’anno, il costo si è quadruplicato, mentre si annunciano ulteriori aumenti che potrebbero costringerci a rivedere i programmi per il prossimo anno, con il concreto rischio di dover sospendere l’attività”. A lanciare l’allarme attraverso le colonne de Il Mattino con un articolo a firma del nostro direttore è Gianmario Russo, patron dell’Hilton Sorrento Palace, la più grande struttura ricettiva della Costiera.

Albergo che quest’anno ha fatto segnare numeri da capogiro – così come tutte le attività della penisola sorrentina -, ma che ora deve fare i conti con gli effetti del caro bollette. “Tutto quanto di meraviglioso abbiamo costruito nel 2022 – conferma Russo – potrebbe disperdersi a causa dei rincari esorbitanti delle tariffe energetiche che, tra l’altro, fino ad oggi, non hanno mai rappresentato una voce importante dei nostri bilanci come avviene, ad esempio, nelle industrie cosiddette energivore”.

Con i continui aumenti fatti segnare nell’ultimo periodo, invece, una struttura delle dimensioni dell’Hilton Sorrento Palace si vede oggi recapitare fatture che ammontano a diverse centinaia di migliaia di euro al mese. Una situazione allarmante per chi deve anche preoccuparsi di garantire il posto di lavoro a decine di dipendenti.

“Per essere chiari – spiega Gianmario Russo – bisogna dire che per ora non corriamo il rischio di default, però i costi che sosteniamo in questo momento erodono completamente i guadagni: si può dire che lavoriamo esclusivamente per coprire le spese”. Se un’azienda come l’Hilton Sorrento Palace può ancora reggere il peso del caro bollette, non tutti gli operatori dell’accoglienza hanno le spalle altrettanto larghe.

“Confrontandomi con tanti colleghi che gestiscono attività di piccole dimensioni – spiega Russo – mi confidano di essere in grosse difficoltà e di non essere certi di poter andare avanti se non arriverà uno stop immediato ai rincari ed un calo dei costi. Ciò che provoca maggiore disappunto tra tutti noi, ma anche in chi opera in altri comparti, è che questi vertiginosi aumenti sono frutto esclusivamente di un’ondata speculativa”.

Fatto sta che la spesa energetica è lievitata in modo vertiginoso e non è detto che si arresti. Almeno non in tempi brevi, a meno che non venga posto un argine da parte delle istituzioni nazionali ed europee. “In giro si sente dire che le tariffe potrebbero addirittura raddoppiare rispetto a quelle attuali nei prossimi mesi – conclude Russo – se dovesse accadere credo che dovremo sospendere l’attività”.

Anche per questo dal comparto si chiedono interventi per bloccare i rincari ed anche sostegni come avviene per altri settori. “La Regione Campania ha pubblicato un avviso attraverso il quale destina 58 milioni alle imprese contro il caro bollette – sottolinea Sergio Fedele, presidente di Atex, associazione degli esercizi extralberghieri -. Ma il bando è riservato solo alle aziende manifatturiere, lasciando fuori il turismo, il comparto che maggiormente ha aiutato la ripresa post Covid e uno di quelli che deve sostenere i costi energetici più elevati, soprattutto per la parte alberghiera”.

Invece gli aiuti pubblici al momento prendono strade diverse. “Abbiamo chiesto al governatore De Luca ed all’assessore Casucci di rivedere il provvedimento – conclude Fedele -. Al tempo stesso ci siamo rivolti ai sindaci delle località turistiche, al presidente di Confindustria Napoli ed al presidente della sezione turismo dell’Unione industriali partenopea perché si facciano promotori delle nostre istanze”.

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