Ballottaggio a Sorrento. Stasera i comizi di chiusura

Oggi è l’ultimo giorno di campagna elettorale in vista del ballottaggio per la scelta dei sindaci di domenica e lunedì prossimi. A Sorrento la sfida è tra Corrado Fattorusso e Ferdinando Pinto. Al primo turno nessuno dei due è riuscito a superare l’asticella del 50%+1 dei consensi che avrebbe significato elezione diretta.

Fattorusso ha chiuso in vantaggio grazie alle 4.344 preferenze ottenute pari al 49,10% del totale dei 9.052 votanti (che corrispondono al 58,40% dei 15.500 elettori). Pinto si è fermato a quota 3.849 per una percentuale del 43,50%. Al terzo posto Raffaele Attardi che con 655 voti ed il 7,40% è rimasto fuori dal ballottaggio.

Ed oggi è l’ultimo giorno per convincere gli indecisi. Per questo stasera ci saranno i comizi di chiusura di questo supplemento di campagna elettorale. Il palco di Ferdinando Pinto sarà allestito su un truck posizionato lungo il corso Italia nei pressi della Cattedrale tra le 20 e le 22. Corrado Fattorusso, invece, sarà in piazza Tasso, davanti alla statua del poeta sorrentino, dalle 19:30 alle 22:30.

Nel frattempo proponiamo ai lettori di SorrentoPress l’intervista doppia realizzata dal nostro direttore per Il Mattino ai due candidati alla carica di sindaco di Sorrento. Stesse domande per entrambi ed identico spazio complessivo per le risposte. Rispettiamo l’ordine alfabetico quindi ci saranno prima le risposte di Fattorusso e poi quelle di Pinto.

Il ministro dell’Interno ha impartito una serie di prescrizioni nella gestione della macchina amministrativa. Ritiene che questi paletti possano condizionare l’azione politica?
Fattorusso: “Le prescrizioni non ostacoleranno l’attività amministrativa del Comune perché si inseriscono nel solco di quelli che sono gli obblighi naturali a cui deve attenersi un’amministrazione. Anzi ne condivido sostanzialmente il contenuto”.
Pinto: “Con idee chiare, esperienza amministrativa e una squadra pronta non può esserci alcun condizionamento né alcun alibi. Anzi, queste prescrizioni possono essere il miglior stimolo per riportare metodo, credibilità e fiducia dentro il Comune. Penso soprattutto ai dipendenti comunali: donne e uomini che hanno bisogno di una guida chiara e di sentirsi valorizzati. La nostra forza è essere pronti a rimettere sin da subito in moto la macchina amministrativa, senza rodaggi, senza poltrone da spartire e senza improvvisazioni”.

L’Istat certifica che la popolazione di Sorrento è scesa sotto la soglia dei 15mila abitanti. In una decina di anni si sono persi più di 1.700 residenti soprattutto a causa del boom dell’extralberghiero. Come si può invertire questa tendenza?
Fattorusso: “Il calo demografico va tenuto sotto controllo e contrastato nei limiti del possibile, perché poi ha una ricaduta sul tessuto urbano della città che porta alla esasperazione di alcune tipologie commerciali e alla riduzione drastica di altre. Va sicuramente contenuto il fenomeno dell’utilizzo di abitazioni per il turistico ricettivo. La nostra idea, ad esempio, è quella di supportare i giovani in cerca di abitazione attraverso la leva fiscale che predilige quei proprietari che scelgono di locare casa a famiglie e coppie di residenti. Insomma, attueremo dei correttivi di carattere sostanziale insieme alla creazione di attività identitarie del territorio, per consentire ai ragazzi di rimanere a Sorrento e impedire così l’impoverimento del nostro tessuto sociale”.
Pinto: “Sorrento rischia di perdere la propria anima, schiacciata da un turismo senza regole che spinge i residenti fuori città. Non possiamo permetterlo. Dobbiamo riportare al centro il diritto all’abitare e governare meglio il fenomeno dell’extralberghiero, insieme alla Regione Campania, con cui abbiamo già avviato un confronto. Ma servono anche misure concrete: una task force sui condoni per sbloccare pratiche ferme da anni, incentivi per riportare immobili sul mercato residenziale, più servizi e opportunità per chi sceglie di vivere qui. Una città senza giovani famiglie perde il proprio futuro”.

Per Sorrento e, di riflesso, per l’intera Costiera, la viabilità è un incubo, soprattutto nei mesi clou della stagione turistica. Come risolvere il problema?
Fattorusso: “Abbiamo già in cantiere diverse operazioni in grado di decongestionare il traffico a livello cittadino e il relativo inquinamento ambientale come, ad esempio, la costituzione di un hub per il deposito delle merci trasportate su gomma. Le merci viaggeranno di notte e verranno depositate nell’hub per poi essere smistate in orari meno intensi e con mezzi più leggeri, liberando il corso Italia dall’elevato numero di camion e camioncini che ora lo bloccano nelle ore del mattino. Realizzeremo inoltre un parcheggio dedicato per i bus turistici e un’app mobile che consentirà di individuare più velocemente i parcheggi disponibili: questo eviterà alle autovetture di girare a vuoto in cerca di un parcheggio, liberando in parte le strade. Ovviamente la viabilità va gestita anche in maniera sinergica tra tutti i Comuni della penisola sorrentina per avere risultati ancora migliori. L’efficienza della Circumvesuviana è una priorità: rilanceremo con forza l’interlocuzione con la Regione e con l’Eav”.
Pinto: “La viabilità non si risolve con slogan, ma con capacità amministrativa. Nel breve periodo dobbiamo governare meglio i flussi: fasce orarie per merci e trasporto turistico, più trasporto pubblico locale, soprattutto verso le frazioni, e collegamenti via mare più efficienti. Nel medio periodo servono opere strutturali e una forte sinergia con Regione e Città Metropolitana. Penso al percorso meccanizzato verso il porto, nato durante la mia amministrazione, che dovrà essere gratuito per i sorrentini e aiutare a decongestionare il traffico. E poi una Sorrento che torni capofila della Penisola sui grandi temi, rilanciando l’Unione dei Comuni”.

Nodo opere pubbliche tra cantieri in stand-by ed altri che devono essere avviati ex novo: da dove cominciare?
Fattorusso: “Le opere pubbliche già appaltate, come ad esempio il Campo Italia e quella in via Li Simoni, vanno rilanciate subito con decisione, le altre vanno immaginate con una visione di insieme per una veloce e sostenibile cantierizzazione. Tra queste: il percorso meccanizzato, una decisiva manutenzione del territorio (in particolare nelle frazioni), l’utilizzo dell’aria dismessa della Gori per la realizzazione di un parcheggio funzionale per Marina Grande, la realizzazione di nicchiai per il cimitero. Lavoreremo per realizzare tutte quelle opere che servono a creare una città che migliora la vita dei residenti”.
Pinto: “Penso a ciò che è già stato avviato, a partire dal Campo Italia: dobbiamo avere il coraggio di non porci limiti, riportare il Sorrento a Sorrento e dare ai nostri giovani e alla squadra uno stadio all’altezza dei loro sogni. Ma serve anche tornare a prendersi cura dell’ordinario, che troppo spesso è mancato”.

Come immagina la città tra 5 anni alla scadenza del suo mandato?
Fattorusso: “Una Sorrento più efficiente: con più servizi al cittadino, più sostenibile, più vivibile e più verde”.
Pinto: “Immagino una Sorrento che torni a essere felice, più vivibile e finalmente in buone mani. Una città che abbia ritrovato fiducia nelle istituzioni e nella capacità di scegliere il proprio futuro. Una città che governa il turismo senza perdere identità e dove i giovani possano finalmente incidere nella vita quotidiana. Ma c’è una cosa a cui tengo molto: costruire una nuova classe dirigente. In questa campagna ho visto tanti giovani preparati e pieni di entusiasmo. Se vinceremo, entreranno in Consiglio comunale ragazze e ragazzi capaci e, con loro, voglio costruire un patto generazionale: mettere la mia esperienza al servizio della loro crescita. Non vorrei che, tra cinque anni, chi oggi si è impegnato per Sorrento si risvegli in una città in cui nulla sia cambiato”.

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