Il prezzo del carburante che continua ad aumentare mette a rischio il trasporto passeggeri via mare nel golfo di Napoli. Finito il grande esodo turistico estivo, si profila una forte riduzione delle corse per il periodo invernale da e per Capri, Ischia e Procida. I maggiori incassi di luglio, agosto e settembre hanno in parte compensato gli incrementi dei costi dei combustibili.
Non appena i flussi cominceranno a calare, gli armatori hanno già fatto sapere che si dovrà arrivare ad una riduzione dei collegamenti se non arriveranno aiuti pubblici per compensare gli aumenti del carburante. Incidere ulteriormente sui prezzi dei biglietti non è una strada che sembra percorribile, soprattutto per l’opposizione della Regione.
Meno corse di navi, aliscafi e traghetti, naturalmente, si traduce in meno lavoro. Più mezzi andranno in disarmo, più equipaggi resteranno fermi. Il nodo riguarda proprio il numero delle corse. Per i pienoni estivi non è stato possibile ridurre anche se il caro carburante ha già ridotto gli utili che erano previsti nei bilanci. Questo significa che non sono più disponibili quegli accantonamenti che, generalmente, maturano d’estate e dai quali si attinge in inverno.
In sostanza è come se con la bassa stagione si parta da zero e, certamente il numero dei passeggeri non riuscirà a bilanciare gli aumenti del costi dovuti al carburante. Da questo situazione deriva direttamente la necessità di tagliare le corse per far viaggiare i mezzi più pieni e, quindi, cercare di compensare gli aumenti.
Per dare un’idea della portata del problema, per la sola Caremar, come spiega al Mattino il direttore di Acap, l’associazione degli armatori, Salvatore Ravenna, il caro carburante ha già inciso sul bilancio per 6 milioni di euro passando da una spesa prevista di 13 milioni a 19 milioni.
Per fare fronte alla situazione il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha convocato una riunione per giovedì prossimo.





