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Arriva il calendario dell’Avvento digitale di Ruben Staiano

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Un Natale digitale per riaccendere la speranza in uno degli anni più bui e complessi nella storia di Vico Equense. Nasce proprio da qui il progetto di videoarte dell’artista Ruben Staiano, che riproduce un calendario dell’Avvento. Si tratta di 24 video della durata di circa 35 secondi corredati di traccia audio che saranno pubblicati sulle piattaforme online attive dell’Ente e dell’artista, dal 1° al 24 dicembre, oltre ad un video di circa 60 secondi, che invece sarà pubblicato nella giornata del 25 dicembre. Attraverso suoni e voci, l’artista ha raccolto i sentimenti e le esperienze di cittadini di Vico Equense.

Il calendario dell’Avvento nasce nel Nord Europa grazie all’intuizione di un editore di Maulbronn, Gerhard Lang. “Stampando il primo calendario dell’Avvento, – spiega Ruben Staiano – il tedesco diffuse in tutto il mondo cristiano quella che era una pratica radicata tra le donne del posto: queste regalavano ai bambini un dolcetto per ogni giorno di dicembre, al fine di rendere loro più piacevole l’attesa della nascita di Gesù. Nel mio caso non vi sono dolcetti, ma video. E non è rivolto solo a bambini, ma soprattutto a un pubblico adulto”.

Ruben Staiano è un giovane artista di Vico Equense. Nato il 5 ottobre del 1992, si avvicina al mondo dell’arte in tenera età, incoraggiato e supportato dal suo contesto familiare, e ispirandosi all’attività artistica dello zio materno. Allo stesso tempo, grazie all’amore sviscerato che la madre nutre per i fiori, il piccolo Ruben passa la sua infanzia in costante contatto con questo mondo: sarà un’esperienza che, in seguito, segnerà tutta la sua visione artistica. Un fortuito “imprinting” che condurrà il nostro pittore a felici soluzioni artistiche. Non a caso, i soggetti preferiti da Ruben sono appunto creature floreali che animano un mondo onirico in bilico tra il reale e l’immaginario.

“Se il mio compito – aggiunge Staiano – è quello di allietare le anime delle persone rendendo più piacevole l’attesa della nascita di Gesù, allora non potevo fare altro che tornare alle origini. Questo spiega perché nella maggior parte dei casi vi sono scene montate al contrario. Tornare alle origini non vuol dire necessariamente tornare indietro. Anzi: in un mondo preso da ansie e preoccupazioni, tornare indietro è l’unica cosa che ci spinge ad andare avanti. L’istallazione risulta – continua l’artista – quindi essere un disperato ma gentile appello a tornare all’essenziale. Rivolgere gli occhi del cuore su un qualcosa di vero è l’unica cosa che rende sicuro l’essere umano. Attraverso suoni e voci di Vico Equense, abbinati a soggetti accuratamente scelti, si veicola dunque l’osservatore a considerare aspetti essenziali come la gentilezza, la condivisione, l’identità personale, la lotta contro il razzismo e tanto altro” conclude Ruben Staiano.

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