Uccise e sciolse il fratello nella soda caustica a Piano di Sorrento, al via il processo d’appello

luogo-omicidio-amuro

PIANO DI SORRENTO. A fine 2015 uccise il fratello con un colpo di vanga alla testa e poi sciolse il cadavere nella soda caustica. Per quell’omicidio Salvatore Amuro è stato condannato in primo grado a 18 anni di carcere. Ora, all’apertura del nuovo processo davanti alla Corte d’assise d’appello di Napoli gli esperti (uno psicologo ed uno psichiatra) dovranno sottoporre l’omicida reo confesso a perizia psichiatrica per valutare se era capace di intendere e di volere oppure la sua mente era offuscata da un improvviso calo glicemico quando commise il delitto.

Era il 7 dicembre 2015 quando Franco Amuro scomparve nel nulla. Alcuni giorni dopo i carabinieri fermarono il fratello Salvatore che durante l’interrogatorio confessò di aver ucciso il consanguineo a causa delle continue angherie alle quali lo sottoponeva. Per questo il Tribunale di Torre Annunziata nel marzo dell’anno scorso ha condannato Salvatore Amuro, già arrestato per droga nel 2012, a 18 anni di carcere per omicidio volontario aggravato e soppressione di cadavere.

A presentare ricorso in appello è stata Antonella Lauri, il sostituto procuratore di Torre Annunziata che chiede che Salvatore Amuro sia condannato anche per occultamento di cadavere. Il difensore, Susanna Denaro, punta, invece, all’assoluzione o almeno alla riduzione della pena ritenendo che si è trattato di omicidio preterintenzionale e non volontario, visto che Amuro avrebbe voluto soltanto dare una lezione al fratello e non ucciderlo.