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Turista positivo a Sorrento. Atex: Noi non coinvolti nel protocollo Penisola sicura

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In merito al caso di positività per un turista atteso per un soggiorno presso un b&b di Sorrento, si registra la presa di posizione di Atex, l’associazione delle strutture extralberghiere, che lamenta il mancato coinvolgimento nella redazione ed applicazione del protocollo Penisola sicura.

“È molto grave quanto sta accadendo in penisola sorrentina – sottolinea il presidente Sergio Fedele -. Un turista, in arrivo presso un b&b di Sorrento, è risultato positivo al tampone per il Covid-19. L’uomo era in compagnia di altre due persone, in viaggio verso la penisola sorrentina, segnalato per sintomi sospetti compatibili con il coronavirus.

All’arrivo a Sorrento, i tre sono stati immediatamente condotti in strutture dedicate e sottoposti a tampone, come previsto dal protocollo Penisola sicura, sottoscritto lo scorso giugno dai sei Comuni costieri, Federalberghi, Fondazione Sorrento e Asl Napoli 3-Sud.

Per motivi di cautela, si sono posti in isolamento volontario presso la propria abitazione anche i due titolari della struttura extralberghiera, pur non avendo avuto contatti diretti con i tre ospiti in arrivo. I tre turisti sono stati accolti in due immobili – uno riservato al paziente positivo, l’altro per gli altri due – ubicati in un’area lontana dai centri abitati, dotati di tutto il necessario per l’assistenza.

Tutto questo lo apprendiamo dalla stampa.

Denunciammo e denunciamo con tutta la determinazione possibile che il settore Extralberghiero in Penisola Sorrentina (associazioni di rappresentanza e singoli operatori) non è stato mai coinvolto nella redazione di questo protocollo, anche se riguarda il nostro settore.

Ma soprattutto denunciammo e denunciamo che nessun soggetto istituzionale ha sentito o sente la necessità di informare le strutture extralberghiere e le rispettive associazioni dei contenuti di tale protocollo cui dovrebbero far riferimento gli operatori.

Quali sono le strutture messe a disposizione per i casi positivi?
A chi devono rivolgersi gli operatori Extralberghieri?
Quali sono le differenze tra questo Protocollo e il Protocollo regionale?
A quale protocollo dobbiamo per legge attenerci?

Perché il protocollo è stato redatto unicamente con il coinvolgimento di Federalberghi come se questa associazione fosse un’istituzione a livello locale, ignorando irresponsabilmente il settore che numericamente conta un numero di operatori nettamente maggiore?

Rivolgiamo nuovamente dopo due mesi ai sindaci, all’Asl e a Fondazione Sorrento queste domande sperando che contrariamente di quanto accaduto a giugno rispondano.

A noi non interessa nulla essere coinvolti per “protagonismo”. Vogliamo e dobbiamo essere coinvolti e soprattutto informati – conclude Fedele – per la sicurezza dei turisti e di tutti noi”.