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Tik Tok viola la privacy? Il Garante chiede una task force europea

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È il social network del momento, soprattutto tra i giovanissimi, ma insieme al numero crescente di utenti, Tik Tok sta accumulando sempre più critiche legate non solo alla sua policy nella gestione dei contenuti, ma anche all’utilizzo dei dati degli iscritti. Ora la piattaforma che consente di creare brevi video musicali, e non solo, finisce nel mirino del Garante per la Privacy che chiede a tutte le autorità dell’Unione Europea di costituire una task force per procedere “in maniera forte e coordinata, anche in considerazione della delicatezza e della rilevanza di questo tipo di piattaforme, rivolte soprattutto alle fasce di utenti più giovani”.

L’app, che consente di creare brevi clip musicali di durata variabile tra i 15 e i 60 secondi e di modificarne la velocità di riproduzione o aggiungere filtri ed effetti particolari, ha avuto una crescita esponenziale negli ultimi anni. Erede di Musical.ly, lanciato nel 2016, la piattaforma, acquistata nel 2017 dall’azienda cinese ByteDance per un miliardo di dollari, ha raggiunto i due miliardi di iscritti ed è ormai scaricata più di Facebook e Instagram. Insieme alla sua popolarità si sono moltiplicate le critiche per le censure del governo cinese sui suoi contenuti e i dubbi sull’utilizzo dei dati da parte dell’azienda che possiede un sofisticato e performante algoritmo, in grado di analizzare gli interessi e le preferenze manifestate dagli utenti. L’app è finita anche nella cyberguerra Usa-Cina, quando il Comitato per gli investimenti esteri degli Stati Uniti ha prodotto alcuni dossier per provare l’invio di dati degli utenti iscritti a Tik Tok in Cina.

Nella lettera inviata al Comitato, il presidente dell’Autorità Garante, Antonello Soro, sottolinea come siano già pervenute all’Autorità italiana “alcune segnalazioni in merito alle possibili vulnerabilità che presenta questa app per smartphone e come anche altre Autorità, come l’Ico inglese e l’Ftc americana, abbiano già proceduto ad avviare indagini autonome”. Soro ha chiesto che la questione venga posta all’attenzione della prossima riunione plenaria, che si terrà a Bruxelles il 28 e 29 febbraio, del Comitato che riunisce tutti i Garanti privacy europei.