Capri Watch fashion & Accessories

Tentano truffa alla posta di Massa Lubrense, nei guai marito e moglie

posta-sorrento

MASSA LUBRENSE. Tentano dio incassare un fantomatico rimborso dell’Agenzia delle Entrate per oltre mille euro esibendo falsi documenti. A mettere in allarme l’impiegato di Poste Italiane è stata la carta d’identità della donna, intestata ad una certa Flavia Maghiar, che sembrava chiaramente contraffatta. L’uomo ha allertato le forze dell’ordine che sono prontamente intervenute fermando Michela Migliaccio ed il marito Francesco Scognamiglio, 38enni di Castel Volturno, con le accuse di tentata truffa e possesso di documenti falsi.

La coppia ha preso di mira l’ufficio postale di Massa centro. Stando a quanto ricostruito dalla polizia municipale e dai carabinieri, la Migliaccio si sarebbe presentata ad uno sportello per chiedere un rimborso Irpef di mille e 420 euro. “Mi chiamo Flavia Maghiar e devo ritirare questi soldi”, avrebbe detto la donna esibendo un falso documento dell’Agenzia delle Entrate mentre il marito l’attendeva a pochi metri di distanza.

Ad insospettire il dipendente delle Poste però, è stata la carta d’identità mostrata dalla donna, rilasciata dal Comune di Milano e valida per l’espatrio. A quel punto l’impiegato ha deciso di andare fino in fondo. E, dopo aver svolto ulteriori accertamenti sull’identità della cliente, si è rivolto a una pattuglia della polizia municipale che proprio in quel momento transitava davanti all’ufficio.

Gli agenti a questo punto hanno fermato i due accompagnandoli presso la caserma dei carabinieri di Massa Lubrense. Qui, i militari hanno interrogato la donna che, messa alle strette, ha mostrato la patente di guida rivelando la sua vera identità. Per la coppia di Castel Volturno è immediatamente scattato l’arresto con le accuse di possesso e fabbricazione di documenti falsi, oltre che di tentata truffa.

Poi il processo per direttissima davanti al Tribunale di Torre Annunziata: in attesa della sentenza definitiva, il giudice ha disposto gli arresti domiciliari per Michela Migliaccio, mentre Francesco Scognamiglio è stato rimesso in libertà ma col divieto di dimora nei Comuni del circondario di Torre Annunziata.