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Sversamenti nel mare di Alimuri, ipotesi overflow

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VICO EQUENSE/META. A documentare l’ennesimo scempio ai danni del mare della costiera sorrentina è stato ancora una volta Luigi De Pasquale, il fotoreporter che già in passato ha denunciato l’emergenza-inquinamento lungo il litorale e nei valloni della penisola. Con l’immancabile macchina fotografica, De Pasquale, ieri mattina, si è portato nell’area dove fino a due anni fa sorgeva l’Ecomostro di Alimuri. Ha così potuto documentare come dalla parete rocciosa sgorgasse un fiume di acqua a liquami che scorreva sul terreno fino a sfociare in mare.

“L’acqua aveva un colore scuro ed emanava un odore nauseabondo – spiega De Pasquale – tanto che a due sub che in quel momento si trovavano a mare ho consigliato di allontanarsi immediatamente”. L’ipotesi più accreditata è che si tratti di un overflow. In Costiera le condotte dell’acqua piovana sono ancora in diversi tratti impropriamente collegate alla rete fognaria. Questo fa sì che, in concomitanza di forti temporali, la pioggia affluisca in grande quantità nelle tubature, già di per sé insufficienti, mandandole in sovraccarico. A quel punto, per scongiurare danni agli impianti, viene attivato il sistema del troppo pieno con la conseguenza che in mare viene sversata acqua mista a liquami.

Già qualche settimana fa era sorto il dubbio che qualcosa non quadrasse nella gestione delle acque della penisola sorrentina. Il 26 novembre scorso, infatti, De Pasquale aveva effettuato un primo sopralluogo nella rada di Alimuri e nella zona dove sorgeva l’Ecomostro, aveva notato pannolini, assorbenti e terreno maleodorante. In più, inoltrandosi nel tratto finale della condotta fognaria, il fotoreporter aveva osservato i rifiuti che solo un fiume di acqua mista a liquami aveva potuto trascinare tra le rocce e la macchia mediterranea. La vicenda è stata segnalata alla Capitaneria di Porto dagli attivisti del movimento civico de La Grande Onda.