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Soldi e gioielli in cambio di sesso con minore, a processo

carabinieri

VICO EQUENSE. Si è fatto “abbordare” da un minorenne in palestra, gli aveva concesso l’amicizia su Facebook e poi aveva cominciato a “vendergli” sesso. Protagonisti un 24enne ed un 14enne, entrambi appartenenti a famiglie agiate di Vico Equense, ma finiti in un assurdo vortice di prestazioni sessuali a pagamento.

Il 24enne si era trasformato in gigolò per il ragazzino appena 14enne, che per lui si era preso una vera e propria cotta, tanto da accettare il ricatto di quell’adulto arrivando a pagare gli incontri. dal canto suo il maggiorenne accettava soldi e gioielli, in cambio di video osé inviati in chat e di incontri a sfondo sessuale.

I due si scambiavano messaggi: “Vieni in palestra, devo farmi la doccia”, scriveva il 24enne. Poi, da lì, dopo la ginnastica, si spostavano in un locale commerciale, di proprietà del padre del maggiorenne, in uno scantinato dove nessuno li avrebbe disturbati.

Ad accorgersi che qualcosa non quadrava sono stati i genitori del minorenne, che si sono accorti dell’ammanco di denaro e oggetti preziosi. Il confronto con il figlio ha fatto emergere l’assurda vicenda che ha portato i due a denunciare l’accaduto ai carabinieri di Vico Equense. Le indagini-lampo hanno permesso immediatamente di identificare il gigolò, incastrato poi dagli accertamenti fatti in alcuni compro oro della provincia di Napoli.

Il 24enne, infatti, aveva rivenduto quei gioielli in un negozio di Pompei, dove sono stati ritrovati. Subito scattato l’arresto, ora il 24enne è a processo per violenza sessuale su minore, estorsione e ricettazione, dinanzi ai giudici della prima sezione Penale del Tribunale di Torre Annunziata.

“Abbiamo acquisito anche le chat tra i due – ha spiegato in aula il maresciallo Andrea Cinque, in servizio alla stazione carabinieri di Vico Equense – ed abbiamo riscontrato che il 24enne inviava anche video in cui si masturbava con scritto questo è per te, ma anche messaggi e approcci con richieste di appuntamenti”. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, coordinati dal sostituto pm Barbara Aprea della Procura di Torre Annunziata, gli incontri sono andati avanti fino a gennaio, quando i due furono scoperti, ma i tentativi di approccio da parte del 24enne sono avvenuti praticamente fino all’arresto che risale ad aprile.