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Smantellata la rete di spaccio che riforniva la costiera sorrentina

Spaccio11

Da Sorrento partivano telefonate e messaggi per ordinare gli stupefacenti, che venivano consegnati in luoghi prestabiliti. Sono 600 gli episodi di spaccio di droga, soprattutto cocaina, ricostruiti dai poliziotti del commissariato di Torre Annunziata che ieri mattina hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, insieme ai colleghi del commissariato di Castellammare di Stabia e del reparto prevenzione crimine, emessa nei confronti di tredici persone su richiesta della Procura di Torre Annunziata. In sette sono finiti in carcere, altri cinque dovranno rispettare il divieto di dimora, mentre un tredicesimo indagato è stato sottoposto all’obbligo di firma.

L’inchiesta ha preso le mosse dallo stupro di una ragazza, avvenuto nel 2016 nel ristorante “I giardini del Tasso” del centro storico di Sorrento, del quale sono accusati il titolare del locale, Mario Pepe ed un’amica della vittima, Chiara Esposito. La giovane costretta a un rapporto sessuale non consenziente sarebbe stata drogata con un mix di Ghb e alcool. Da quell’episodio sono partite le indagini sui rifornimenti per i tanti tossicodipendenti della costiera sorrentina. In particolare ci si è concentrati sui contatti telefonici di Pepe ed alcuni dei pusher più attivi tra Torre Annunziata e Castellammare di Stabia.

Gli appuntamenti per la consegna venivano quasi sempre presi prima con un noto pregiudicato di Torre Annunziata ritenuto il capo dell’organizzazione, poi gli ordini venivano smistati ai vari fattorini della droga, quasi tutti stabiesi. E molte delle consegne avevano come destinazione la penisola sorrentina. I luoghi di volta in volta individuati erano sempre legati a zone frequentate o di passaggio, per evitare di essere troppo riconoscibili.