Rifiuti e abusi edili, lo scandalo di via Pontone

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MASSA LUBRENSE. Situata al confine col Parco Territoriale delle Tore, con una vista mozzafiato sul golfo di Salerno e sugli isolotti di Vetara e Li Galli, immersa tra i profumi ed i colori della macchia mediterranea, circondata da uliveti ed agriturismi la via Pontone, attraversando residue formazioni boschive a Roverella, si protende fino quasi al confine con la frazione di Torca nel Comune di Massa Lubrense.

In questo meraviglioso angolo di territorio, l’uomo purtroppo, complice la posizione isolata e poco frequentata del sito, non ha mai smesso di modificare la natura e costruire impunemente a proprio uso e consumo, nella più assoluta arroganza ed illegalità, case, strade, strutture e quant’altro potesse arrecargli vantaggio o produrre reddito, secondo una diffusa e mal radicata deformazione mentale che induce, taluni, a considerare il territorio null’altro che qualcosa da manomettere a piacimento, nella totale ignoranza delle sue caratteristiche storiche, geologiche e naturali.

Da un sopralluogo degli attivisti del Wwf, documentato in un corposo dossier, sono emerse tutte le bruttezze e le problematiche del sito: dallo scarico di materiali edili, calcinacci, pietre e terreno, all’abbandono di veicoli in stato di disfacimento, dal deposito di copertoni e amianto, agli scheletri di case abusive fatiscenti e mai ultimate, dai casotti e strutture più o meno precarie e provvisorie, ai lavori edili in corso, senza che risulti mai affissa alcuna tabella come previsto dalla legge.

Già la vigilia dello scorso Natale, a seguito di una segnalazione di alcuni turisti, il Wwf denunciò ai vigili ed ai carabinieri di Massa Lubrense lavori edili in corso, abilmente nascosti da reti di colore verde, consistenti nella costruzione di opere murarie di contenimento in cemento, scarico di terra e materiali edili nella scarpata, pavimentazione del suolo, realizzazione di un pollaio in muratura e copertura con lamiere coibentate verdi, ecc. Ma nonostante le insistenti segnalazioni dell’Associazione del panda parrebbe che i lavori siano continuati anche dopo.

“Ci si augura – affermano gli ambientalisti – che quanto prima il Comune di Massa Lubrense si decida di attuare una reale politica di tutela del territorio, al di là dei soliti abusati proclami, ed una seria lotta all’abusivismo edilizio la cui “sopravvivenza”, potrà sembrare assurdo, costituisce ancora la linfa vitale per l’economia sommersa di grossa parte della comunità che rischia, su tale argomento, di essere ogni giorno di più ricattata e ricattabile, per convenienza/connivenza politica e per mancanza di senso civico, fattori quest’ultimi che concorrono indissolubilmente alla carriera politica di molti nostri amministratori e all’arricchimento dei soliti, ormai arci-noti, imprenditori del calcestruzzo armato”.