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Rientro controllato e quarantena per i marittimi

MSC Seashore

Il ritorno a casa dei marittimi va seguito, non fermato. Ore di attesa in penisola sorrentina, a Castellammare, Torre del Greco, Ercolano, Pozzuoli, Ischia, Procida e tanti altri centri campani. La discriminante rispetto al blocco degli arrivi contenute nelle ultime ordinanze è il fatto che queste persone, una volta sbarcate, sono senza lavoro e non hanno un domicilio diverso dalla loro abitazione. Per loro, insomma, la nave è il luogo di lavoro e la loro casa; una volta scesi hanno solo la possibilità di rientrare nei loro paesi di origine.

E sono tanti: circa 300 solo quelli attesi in penisola sorrentina. Anche per questo la Regione conferma che si tratta di casi che vanno seguiti uno ad uno: devono tutti fare i 14 giorni di quarantena e segnalare il proprio nominativo all’Asl di competenza. Se nelle rispettive abitazioni non hanno locali adatti dove isolarsi, anche rispetto ai familiari, devono rivolgersi ai sindaci ai quali tocca trovare idonee sistemazioni in strutture ricettive. La conferma di una interpretazione che i sindaci di Ercolano e Torre del Greco hanno anche chiesto direttamente al prefetto, dicendosi pronti a gestire un rientro “controllato” organizzando il trasporto con autobus dedicati. Tuttavia il loro arrivo, nella maggior parte dei casi, avviene alla spicciolata, cosa che rende ancor meno semplici i controlli.

Per ora a fare chiarezza sulle procedure è la Msc, ma è chiaro che altri armatori seguiranno la stessa linea. Si tratta di procedure che Msc ha concordato con le autorità sanitarie internazionali e riguardano lo sbarco di marittimi sani, cioè che hanno già effettuato i 14 giorni di quarantena o che, in caso di quarantena non ultimata, vengono sottoposti al test anti-Covid. Tutte queste indicazioni sono contenute in una lettera inviata dal direttore tecnico della compagnia Emilio La Scala ai sindaci, in particolare a quelli della penisola sorrentina che avevano chiesto spiegazioni proprio alla compagnia.

Inevitabilmente è successo che Msc sia stata informata, in questo periodo di pandemia globale, di propri passeggeri risultati positivi al virus, trascorsi alcuni giorni dalla fine della crociera. In questi casi “la società si è immediatamente adoperata – spiega La Scala – affinché venissero posti in stato di isolamento cautelativo i passeggeri e/o membri dell’equipaggio” per il previsto periodo di 14 giorni, “adottando tutti i protocolli di costante controllo e monitoraggio, in collaborazione con le Autorità sanitarie locali e in linea con le indicazioni dell’Oms” e delle istituzioni europee e italiane. Quando non vi è stato rapporto di casi sospetti, l’itinerario delle singole navi “ha di volta in volta permesso di garantire un’implicita quarantena di almeno 14 giorni”. Tutti i marittimi – dice ancora Msc – sono stati sottoposti a screening termico prima dello sbarco e in caso di sbarco prima dei suddetti 14 giorni, “ciascuno è stato sottoposto a test rapido” anti-Covid.

I marittimi sbarcano sani, dunque. Poi devono fronteggiare i viaggi di rientro, spesso lunghi e in questo periodo di voli cancellati anche laboriosi: da qui le preoccupazioni e la necessità di una nuova quarantena. I sindaci sono mobilitati. Quello di Massa Lubrense, Lorenzo Balduccelli, ha già trovato strutture idonee, così anche quello di Meta Giuseppe Tito che ha chiesto e ottenuto dalla Diocesi la Casa di Alberi; a Casamicciola il sindaco Giovan Battista Castagna ha già trovato due alberghi da destinare alla quarantena.

di Antonino Pane da Il Mattino