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Restaurati i lavatoi di Acquara e San Francesco a Massa Lubrense

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Un tempo i lavatoi pubblici erano luoghi frequentati ed affollati in un’epoca in cui non c’era l’acqua corrente nelle case. I panni si lavavano in questi luoghi che rivestivano una grande importanza non solo pratica, ma anche come punto di incontro e di socialità. Inoltre erano anche strutture edificate vicino a importanti sorgenti dove si attingeva anche l’acqua da bere e per lavarsi, che si trasportava a mano.

A Massa Lubrense c’erano Acquara, Campo degli Aragonesi e Canale, per citare quelli più noti, che facevano parte di una sorte di “rete pubblica dei lavatoi”. Si prendevano i panni sporchi e da casa ci si avviava ai lavatoi, si lavavano sotto l’acqua corrente su delle pietre ondulate, si sciacquavano e si riportavano a casa nelle ceste dove si mettevano al sole ad asciugare. È il caso di dire che era un epoca dove “i panni sporchi non si lavavano in famiglia”.

Sul fronte lavatoi il Comune di Massa Lubrense ha attivato due importanti interventi di restauro ad Acquara e San Francesco. Sono stati completati in questi giorni i lavori di recupero dei lavatoi di Acquara. Si tratta di un intervento molto atteso per uno dei luoghi simbolo della piccola frazione. La copertura cadente è stata completamente sostituita e sono state apposte delle nuove tegole piane, così come tutta la muratura ammalorata. Sistemata anche la parte idraulica.

È attualmente in corso, invece, il restauro dei lavatoi di San Francesco. I lavori sono eseguiti su entrambi i cantieri dalla ditta Edil Vinaccia e sono diretti dall’ingegnere Monica Coppola dell’ufficio Manutenzione del Comune di Massa Lubrense. Il progetto è stato approvato dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici di Napoli.

Questo il commento del sindaco Lorenzo Balducelli: “Stiamo ridando dignità a due luoghi simbolo per Acquara e San Francesco ma anche per tutta Massa Lubrense. Due siti che purtroppo erano abbandonati da anni ma che sono nei cuori di tante persone anziane. Il restauro era un dovere morale che avevamo verso la nostra storia ed uno stimolo nelle nuove generazioni a comprendere gli usi ed i costumi di un tempo passato da non tantissimi anni”.