Processo assenteisti, a Piano un summit tra sindaco e assessori

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PIANO DI SORRENTO. Il rinvio a giudizio di sette dipendenti del Comune più la moglie di un altro impiegato non ha solo conseguenze giudiziarie. Ci sono anche risvolti politici. E tutt’altro che di secondo piano. Perché sul processo ai presunti assenteisti è cominciato a montare nel cuore della maggioranza un dibattito a dir poco delicato per le mosse che l’ente municipale di piazza Cota dovrà attuare.
E anche a stretto giro. Sì, perché l’amministrazione è chiamata a decidere se costituirsi parte civile contro i propri impiegati finiti sott’accusa dopo l’inchiesta portata avanti da carabinieri e Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Finora, dalla squadra capitanata dal sindaco Giovanni Ruggiero, nessun commento. Bocche cucite, volti tirati, un po’ di tensione. Probabilmente, nel corso delle prossime settimane, la giunta uscirà allo scoperto con tanto di dichiarazioni ufficiali.
In tal senso, per le prossime ore, ci sarà un incontro.

L’amministrazione inizierà a studiare la questione tentando di trovare un’intesa comune. Magari anche con una discussione in consiglio comunale. Almeno queste sono le voci spuntate nel weekend. Fin dalle prime battute dell’inchiesta, il sindaco Giovanni Ruggiero – così come i propri alleati – ha assunto una posizione molto equilibrata.
“Vedremo gli sviluppi che ci saranno ed eventualmente qualsiasi tipo di decisione che il Comune di Piano di Sorrento sarà chiamato ad adottare verrà formalizzata quando ci sarà un esito incontestabile, definitivo”. Dichiarazione pubblica rilasciata alla stampa il giorno dopo il blitz dei militari che pizzicarono i “presunti” assenteisti, prima iscritti nel registro degli indagati e poi rinviati a giudizio dal giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Torre Annunziata.
Sotto processo ci sono Salvatore Pollio, istruttore dell’ufficio scuola; Immacolata Di Nota, moglie dell’autista dell’ente municipale di piazza Cota Luigi Carotenuto anche lui imputato; Rosario De Luca, centralinista in forza al municipio; Antonino Aversa, istruttore dell’ufficio stato civile; Antonino Valcaccia, esecutore; Carlo Pepe, dirigente dell’ufficio cultura e Michele Esposito, messo notificatore. In ogni caso, il numeroso collegio difensivo degli imputati – composto tra gli altri dagli avvocati Salvatore e Catello Vitiello, Francesco Saverio Esposito, Giuseppe Ferraro, Gianluca Fava, Maurizio Sica e Luigi Alfano – ha fatto sapere in via informale di aver fiducia per l’esito del processo che partirà il prossimo 30 ottobre al Tribunale di Torre Annunziata.
Su delega della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, i carabinieri di Piano di Sorrento riuscirono ad accertare che i dipendenti si allontanavano “arbitrariamente” dai propri uffici senza alcun tipo di autorizzazione. Fondamentale, nell’ambito dell’inchiesta, l’acquisizione della documentazione cartacea riguardante le presenze a lavoro degli impiegati. Insomma, i famosi cartellini che hanno permesso agli investigatori di fare chiarezza sull’intera faccenda. Ben 100 ore di assenza ingiustificata assenza dal posto di lavoro: i dipendenti “infedeli”, così come accertato dai carabinieri, uscivano di colpo dal municipio di piazza Cota quando invece avrebbero dovuto proseguire a rimanere in servizio. Tutto a danno dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giovanni Ruggiero che ora potrebbe costituirsi parte civile.

di S. D. (Metropolis)