Ancora polemiche per il viadotto di Rivo d’Arco

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VICO EQUENSE. “Quella strada è un pugno nell’occhio, una striscia di cemento che serpeggia tra ulivi e viti nel vallone di Seiano”. Sono i commenti dei turisti che percorrono la Statale Sorrentina e soprattutto, dei residenti di Vico Equense. Il riferimento è al viadotto di Rivo d’Arco, la strada lunga 500 metri e costato due milioni di euro, che avrebbe dovuto collegare corso Filangieri a via Murrano, verso la Marina d’Aequa. Arteria che non è stata mai ultimata.

I lavori sono iniziati nel 2011 con la posa dei piloni, colate di cemento su un’area verde e una leggera copertura di finta pietra calcarea. A quasi quattro anni di distanza, però il viadotto è ancora tronco: manca l’ultimo segmento di collegamento a via Murrano. Il cantiere è fermo e le sterpaglie iniziano ad invadere il suo manto stradale.

“E’ una vergogna – dice Franco Cuomo, coordinatore Vas di Vico Equense – un’opera orrenda, offensiva e, soprattutto, inutile”. La destinazione originale del viadotto, infatti, era di “strada di cantiere”. In pratica serviva come via preferenziale a mezzi e autocarri interessati ai lavori di costruzione del depuratore di Punta Gradelle.

“In questi anni l’impianto è stato completato, anche se è ancora in funzione – aggiunge Cuomo – e i fanghi e materiale di scarto sono stati tranquillamente trasportati sul percorso già esistente che da Marina d’Equa si immette sulla Statale 145 verso Napoli. La “strada di cantiere” invece è ancora lì. Incompleta e mai utilizzata: uno spreco di soldi pubblici. Il viadotto è fuori norma: già Giovanni Esposito ingegnere tessile di Vico Equense, recentemente scomparso, aveva più volte fatto notare che i piani di costruzione avevano un errore di progettazione”.