Mare inquinato nella baia di Ieranto, è giallo

Ieranto19

MASSA LUBRENSE. La comparsa della bandiera rossa nell’area protetta della Baia di Ieranto ha immediatamente allertato i vertici del Comune. Fortunatamente le contro-analisi eseguite dopo tre giorni hanno tuttavia escluso qualsiasi ipotesi di inquinamento. Un giallo che ha alimentato la mobilitazione del sindaco.

 

“In realtà – spiega Leone Gargiulo – già nelle analisi del 21 luglio scorso i risultati erano stati più che positivi, tanto che il giorno dopo ci era stato comunicato dalla stessa Arpac la rimozione del divieto di balneazione. Non esiste quindi nessun caso Ieranto e queste polemiche sono solo strumentali visto che la notizia è stata riportata martedì scorso, il giorno dopo l’esito delle ultime analisi che hanno escluso qualsiasi ipotesi di inquinamento del mare che costeggia la baia”.


Stamattina in Comune si terrà una conferenza stampa, indetta dal sindaco con i rappresentanti del Fai, proprietario della baia, e della Riserva marina di Punta Campanella. La baia di Ieranto, infatti, rientra nell’area marina Protetta di Punta Campanella ed è classificata zona B di riserva generale.

Le ipotesi di inquinamento rilevate dall’Arpac in seguito alle analisi sui campioni di acqua prelevati la settimana scorsa, sono considerate dalla direzione dell’Area marina di Punta Campanella del tutto casuali.

“È impensabile – sottolinea il presidente della Riserva Davide Gargiulo – che le acque di Ieranto siano inquinate, vista la posizione geografica, la tutela legale che impone il divieto di ingresso per le imbarcazioni a motore e la totale assenza di scarichi o depuratori nelle vicinanze”. Ironica, infine, la considerazione del direttore della Riserva marina: “Se ci sono problemi di balneabilità a Ieranto – osserva Antonino Miccio – allora dovremmo precludere la balneazione in tutto il mare Mediterraneo. L’acqua che circonda la baia è uno dei punti di eccellenza per la qualità del mare e fiore all’occhiello della Bandiera blu che caratterizza il litorale di Massa Lubrense”.

RIPRODUZIONE RISERVATA