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Manca il neuropsichiatra, protesta dei genitori dei ragazzi disabili della costiera sorrentina

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“I nostri figli hanno diritto a cure adeguate”. I genitori di bambini e ragazzi affetti da disabilità della costiera sorrentina pubblicano un manifesto per sensibilizzare i vertici dell’Asl Napoli 3-Sud e le autorità locali a farsi carico di un problema che si trascina da tempo e crea pesanti disagi a chi è costretto a convivere con gravi patologie: la mancanza di un neuropsichiatra infantile al distretto sanitario di Sant’Agnello, struttura cui fanno riferimento i pazienti da Vico Equense a Massa Lubrense.

In realtà, in questo momento, la presenza di un professionista è assicurata, ma solo per 10 ore mensili “laddove per soddisfare il fabbisogno ne servirebbero almeno 50-60 di ore”, spiegano dal Comitato famiglie penisola sorrentina per il diritto alla salute e Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato.

“La prolungata assenza della figura fondamentale di uno specialista in neuropsichiatria sta creando da lungo tempo gravissime violazioni dei diritti alla salute e all’istruzione – lamentano i promotori la protesta -. Abbiamo segnalato, abbiamo parlato con i dirigenti dell’Asl Napoli 3-Sud, abbiamo denunciato alla Procura della Repubblica i soprusi quotidiani. Viviamo nell’incertezza di cure di cui i nostri bambini dovrebbero usufruire di diritto”.

Il neuropsichiatra infantile, infatti, è la figura che certifica lo stato dei piccoli pazienti con la redazione dei piani terapeutici che consentono alle famiglie di ottenere indennità, l’accesso alle strutture riabilitative e gli insegnanti di sostegno.

“Ci appelliamo al senso di responsabilità di chi dirige il servizio sanitario locale – si legge ancora nel manifesto – e chiediamo l’istituzione del Nucleo di Neuropsichiatria Infantile in penisola sorrentina perché i nostri figli hanno diritto all’unitarietà e all’omogeneità degli interventi previsti nel loro Piano Assistenziale Individuale, alla diagnosi clinica e funzionale, a cure adeguate, alla presa in carico globale individualizzata con definizione di programmi terapeutici, abilitativi, riabilitativi, socio-riabilitativi, alla piena integrazione scolastica, al periodico monitoraggio degli interventi e soprattutto alla valutazione dei risultati senza doversi dannare ogni giorno per cercare di evitare l’interruzione dei cicli riabilitativi a causa della mancanza del neuropsichiatra”.

Intanto i genitori incassano il sostegno del consigliere regionale Enza Amato: “Ho ricevuto rassicurazione dall’azienda sanitaria sul fatto che venisse potenziato l’orario di assistenza grazie al ricorso al plus orario oltre che la volontà di identificare la zona disagiata e dunque incentivare la richiesta dei medici a prestare la propria assistenza sul territorio”.