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L’ex sindaco Botta deve versare 100mila euro al Comune di Piano di Sorrento

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PIANO DI SORRENTO. Nel 2016 la Corte dei Conti ha condannato l’ex sindaco Gaetano Botta (in carica tra il 1988 ed il 1993) a versare 100mila euro nelle casse del Comune di Piano di Sorrento. Sentenza contro la quale l’ex primo cittadino ha deciso di ricorrere alla Cassazione. Ora, dopo due anni, le sezioni unite della Suprema Corte bocciano e dichiarano inammissibile il ricorso di Botta.

La vicenda risale a trent’anni fa, quando il Consiglio comunale di Piano di Sorrento approvò il progetto esecutivo di ampliamento di via Sant’Andrea nel rione di Mortora. Botta, all’epoca numero uno dell’amministrazione, varò l’occupazione temporanea di suoli privati per 770 metri quadrati e nel 1990, il Comune approvò una variante del progetto, ma due anni dopo, a lavori completati, l’amministrazione non adottò il definitivo provvedimento di esproprio.

I comproprietari, pertanto, decisero di rivolgersi al Tribunale di Torre Annunziata che, nel 2002, condannò il Comune a risarcire 555mila euro: una somma che, successivamente, fu oggetto di una transazione. Il caso è poi finito anche all’attenzione della Corte dei Conti che, nel 2016, ha condannato Botta, il suo successore Vincenzo Nastro e l’ex capo dell’Ufficio tecnico comunale Giorgio Minetti a risarcire rispettivamente 100mila, 76mila e 40mila euro. Ed è proprio contro questa pronuncia che Botta si è rivolto alla Cassazione non riuscendo ad ottenere l’annullamento.