L’Archeoclub di Massa Lubrense sbarca su Facebook

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MASSA LUBRENSE. E’ stata attivata in questi giorni su Facebook la pagina ufficiale dell’Archeoclub Lubrense. Artefici di questa iniziativa sono stati i volontari del Servizio Civile (Francesco Foti, Gennaro Galano, Valeria d’Antuono, Lisa Cacace) attivo presso il Comune di Massa Lubrense.

Guidata dal motto “L’Italia sta perdendo la memoria, l’Archeoclub ti aiuta a ritrovarla” e ricorrendo il 40° anniversario della fondazione, la storica associazione di Massa Lubrense è approdata autorevolmente sui social, ricevendo subito un boom di iscritti e di “Mi piace” ai vari post-pagina.

Sulla piattaforma sono stati pubblicizzati gli eventi organizzati o che vedono protagonista l’Archeoclub, come ad esempio la riuscita conferenza sulla storia dei Minimi tenutasi il 17 Maggio presso la Sala delle Sirene, ma anche interessanti rubriche. L’Archeoclub, restando fedele alla sua vocazione di associazione culturale dedita alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio artistico, storico e culturale, ha avviato la pubblicazione periodica sulla pagina di documenti e foto storiche inedite o rare riguardanti la zona.

Da sempre in prima linea nella lotta contro i furti d’arte, l’Archeoclub si batte anche per il ritrovamento dei beni culturali mobili, soprattutto oggetti sacri e reperti antichi, scomparsi o furtivamente sottratti alla comunità. Proprio per questo, nel lanciare un monito ed una condanna forte contro questa barbara pratica, ha avviato un’iniziativa su Facebook con la pubblicazione delle foto e di tutte le notizie sulla “memoria scomparsa o rubata”, al fine di sensibilizzare e coinvolgere attivamente i cittadini e l’opinione pubblica nel ritrovamento di tutte quelle testimonianze antiche scomparse negli ultimi anni dal nostro territorio.

A tale riguardo, a cura dei volontari, è in corso anche la redazione di un dossier, che raccoglie tutte le testimonianze storico-artistiche scomparse e che sarà presentato in una manifestazione pubblica oltre ad essere inoltrato alle forze dell’ordine e agli organi preposti alla tutela.

Si invitano pertanto tutti i cittadini che amano la storia e la cultura a segnalare altri casi del genere e a cliccare “Mi Piace” alla pagina, seguendola ed integrandola anche in futuro.