La crisi non risparmia neanche i lidi balneari della penisola sorrentina

SORRENTO. Un calo del 10 percento, con punte che arrivano al 20. Sono i numeri impietosi che caratterizzano la stagione degli stabilimenti dell’area della penisola sorrentina.

 

Una diminuzione di clienti consistente che, però, almeno non raggiunge le punte dei dati diffusi dal Sindacato italiano balneari riguardo al resto della Regione dove si registrerebbe la perdita di oltre 70mila bagnanti al giorno.

A salvare gli operatori del settore della balneazione di Sorrento e dintorni sono i turisti stranieri, che continuano a scegliere la costiera come meta delle loro vacanze: americani, russi, tedeschi, spagnoli, sudamericani e soprattutto inglesi, da sempre clienti affezionati degli alberghi e degli stabilimenti balneari sorrentini.

“Merito di una consolidata cultura dell’ospitalità e di una forte vocazione all’accoglienza – sottolinea Costanzo Iaccarino, presidente della sezione costiera di Federalberghi –. Nonostante la crisi e tanti altri problemi, quella a Sorrento resta una vacanza completa ed appetibile: città pulita, servizi di buon livello, offerta più o meno diversificata e prezzi ancora accessibili”.

A pesare sul bilancio della stagione, dunque, è una crisi economica che non accenna a placarsi con le ricadute più evidenti sul mercato nazionale. Sono proprio i turisti italiani a rinunciare o a ridurre la durata delle vacanze. È di questi giorni il dato secondo il quale il 60 percento dei napoletani trascorrerà il Ferragosto in città, rinunciando alle vacanze, magari in penisola sorrentina.

E questa situazione si ripercuote pesantemente sui dati relativi alle presenze negli alberghi e sugli stabilimenti balneari: “Rispetto agli anni passati, gli ospiti optano per soggiorni sempre più brevi, di solito per un weekend oppure per una settimana anziché per una vacanza di due settimane: ciò comporta un calo di presenze tanto nelle strutture ricettive quanto negli stabilimenti balneari”, conclude Iaccarino.

Opinione condivisa da Francesco Schisano, titolare del Marameo Beach di Sorrento: “Il calo di presenze c’è e si vede: in questo primo fine settimana di agosto, abbiamo occupato soltanto il 60 percento dei posti disponibili – spiega –. Ciò nonostante gli ottimi servizi offerti e la diversificazione delle tariffe. Continuano a mancare i bagnanti italiani e, in particolare, quelli napoletani”.

Risultato? La stragrande maggioranza degli operatori balneari di Sorrento e dintorni chiuderà l’estate 2013 con una contrazione delle presenze pari ad almeno il 15 per cento rispetto allo scorso anno.

Alla crisi, poi, si aggiungono altri problemi, su tutti i problemi dei trasporti ed il clima finora piuttosto incerto.

E non finisce qui: a Meta, la progressiva erosione del litorale comporta da anni una notevole riduzione del giro d’affari degli stabilimenti. Antonio Cafiero, titolare dello storico lido La Conca, si è visto costretto a chiedere al Comune un ampliamento del 20 percento della superficie di arenile. Motivo? In pochi mesi, il mare gli ha “divorato” 260 metri di spiaggia. Un problema che affligge da anni gli operatori di Alimuri e della Conca.

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