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Il sindaco Tito silura tre assessori della sua Giunta

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META. Il sindaco Giuseppe Tito revoca l’incarico agli assessori Angela Aiello, Biancamaria Balzano e Massimo Starita, confermando soltanto Pasquale Cacace nel ruolo di numero due dell’amministrazione. Decisione a sorpresa che giunge in un momento in cui il Comune è al centro di inchieste giudiziarie e interrogazioni parlamentari. I tre dicono addio alle deleghe conferite loro il 22 febbraio scorso: Aiello rinuncia così a Pubblica istruzione, Politiche sociali e Contenzioso; Balzano dice addio a Cultura, Comunicazione, Pari opportunità, Sanità, Personale e Servizi demografici; Starita saluta Urbanistica, Ediliza privata, Manutenzione, Pianificazione territoriale e Demanio.

Ufficialmente l’operazione viene identificata come una “verifica politica” in vista di una “riconsiderazione complessiva degli assetti di governo”. In realtà, l’allontanamento di tre assessori su quattro da più l’idea di una sorta di “regolamento di conti” interno alla maggioranza. Cacace, fedelissimo di Tito, rappresenta, quindi, l’unica pedina dello scacchiere della Giunta che centra la riconferma. Balzano e Starita, in base ai rumors, dovrebbero, lasciare spazio a Raffaele Russo, in passato numero due dell’amministrazione, e al capogruppo di maggioranza Roberto Porzio, finora l’unico a non aver fatto parte dell’esecutivo.

Non è escluso, comunque, che il primo cittadino decida di confermare una tra Balzano e Aiello per soddisfare la normativa sulle quote rosa e di pescare tra i banchi dell’opposizione: il nome che circola insistentemente è quello di Bruno Antonelli. “Serve un rilancio dell’attività amministrativa dopo anni di lavoro – trapela dallo staff del sindaco -. Bisogna elaborare una strategia valida per realizzare il programma che gli elettori hanno premiato nel 2014”.