Il presidente di Federagenti, Michele Pappalardo interviene sulla questione Costa Concordia: “La demolizione del relitto deve avvenire in Italia”

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META. Si moltiplicano gli appelli per evitare che l’ultima tappa della Costa Concordia, quella per la demolizione, sia all’estero. Dopo l’invito alle istituzioni campane inoltrato da Antonio Marciano, vice capo gruppo Pd in Consiglio Regionale, perché “Autorità Portuale, Regione Campania e Comune di Napoli si attivino immediatamente per verificare se ci sono ancora le condizioni per candidare lo scalo partenopeo alla demolizione del relitto della Costa Concordia”, interviene il presidente di Federagenti, Michele Pappalardo.

 

“La Costa Concordia deve restare in Italia – dice – non per riconoscere al nostro Paese una sorta di risarcimento dei danni di guerra, che pure ha subito anche in termini di immagine, ma perché la marineria italiana, dopo aver patito le gravi conseguenze di quella immane sciagura, ha dimostrato dalle fasi immediatamente successive al naufragio e sino ad oggi, tutta la professionalità, la competenza e il prestigio che le viene riconosciuto sul piano internazionale. E l’operazione di smantellamento finale della grande nave in un porto italiano – conclude – deve rappresentare, la necessaria conclusione”.


Pappalardo invita il governo a sciogliere il nodo Costa Concordia in anticipo rispetto alle date previste dalla compagnia armatrice per lo spostamento della nave. “La compostezza della gente del Giglio – aggiunge – insieme all’efficienza delle operazioni di soccorso e al successo conseguito dall’ingegneria italiana nel raddrizzamento del relitto forniscono al nostro Paese tutte le credenziali per chiudere in casa la triste pagina di questo naufragio”.

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