I tabaccai della penisola, di Capri e Positano minacciano la serrata contro la chiusura del deposito fiscale di Sorrento

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SORRENTO. I tabaccai della penisola sorrentina, di Positano e dell’isola di Capri in agitazione contro la chiusura del deposito fiscale di Sorrento.

 

 

Struttura che oggi potrebbe chiudere i battenti se non arriva l’agognato dietro-front da parte dei Monopoli di Stato.

La decisione dell’Aams è legata alla necessità di abbattere i costi, però, ciò creerebbe pesanti problemi ai rivenditori di sigarette, costretti ad approvvigionarsi da un centro di smistamento fuori dall’area costiera con le conseguenziali ricadute sull’efficienza del servizio e l’aumento delle spese di trasporto.

Per questi motivi i tabaccai delle zone interessate hanno scritto ai Monopoli, all’azienda di distribuzione ed alle multinazionali che commercializzano i tabacchi chiedendo di recedere dalla decisione.

“Il deposito fiscale di Sorrento – si legge – ha sempre servito le tabaccherie aggregate con solerzia e tempestività, dando la massima disponibilità a tutte le problematiche legate alla vendita dei tabacchi lavorati”. Attività svolta da decenni senza intoppi e che ora rischia lo stop.

“La penisola sorrentina è una zona turistica – precisano i tabaccai – e tra i mesi di marzo ed ottobre vengono effettuate molte richieste urgenti con evasione immediata per soddisfare le aspettative quotidiane dei turisti di passaggio, cosa che non si potrebbe fare sopprimendo l’attuale sito per i problemi di tempestività, viabilità e sicurezza che si verrebbero a determinare”.

Gli esercenti sono preoccupati dal calo dei guadagni e dal rischio che ciò provochi un ritorno al contrabbando. Per questo precisano che “in un periodo già di crisi, la decisione di chiudere il deposito fiscale di Sorrento, comporterebbe una contrazione dei guadagni per noi e per l’erario e, magari, una crescita del mercato illegale”, dicendosi “pronti a serrare le nostre rivendite pur di non perdere l’attuale redditività se non otterremo un favorevole riscontro”.