Dossier Federalberghi: “Strutture extralberghiere raddoppiate in due anni”

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Nel comparto turistico della Campania, così come nel resto d’Italia, dilagano abusivismo e concorrenza sleale. La conferma giunge da uno studio condotto da Federalberghi e da Incipit srl sui dati offerti da Inside Airbnb e riguardanti gli alloggi che i privati mettono a disposizione dei turisti attraverso le locazioni brevi. Il dato complessivo, contenuto in un dossier sulla shadow hospitality che il presidente nazionale di Federalberghi Bernabò Bocca ha consegnato al ministro del Turismo, Gian Marco Centinaio, parla di circa 397mila appartamenti in tutta Italia offerti tramite Airbnb ad agosto 2018.

In Campania (cartina in alto) risultano disponibili 24.626 alloggi, in crescita del 105,38% rispetto allo stesso periodo del 2016 in cui ne erano pubblicizzati 11.990. Degli annunci presenti sul portale, il 68,01% si riferisce a interi appartamenti; il 68,39 ad alloggi disponibili per più di sei mesi; il 66,42 a immobili gestiti da host che mettono in vendita più di un appartamento.

Il dossier dimostra come le locazioni brevi non consistano in attività occasionali né in forme di integrazione del reddito né in nuove formule capaci di compensare la carenza dell’offerta: la maggior parte degli annunci pubblicati su Airbnb riguarda l’affitto di interi appartamenti, nella stragrande maggioranza dei casi disabitati e perciò messi a disposizione dei turisti per periodi che superano i sei mesi nell’arco di un anno. Si tratta, dunque, di attività economiche a tutti gli effetti che spesso fanno capo a inserzionisti capaci di gestire contemporaneamente migliaia di alloggi; questi ultimi risultano concentrati soprattutto nelle grandi città e nelle principali località turistiche, dove è maggiore la presenza di esercizi ufficiali.

Cinque i casi emblematici. A Napoli, negli ultimi due anni, il numero degli alloggi disponibili ha toccato quota 6.944 facendo segnare un boom del 124,8% rispetto ad agosto 2016, quando erano pubblicizzati solo 3.089 annunci. Il 59,92% delle offerte riguarda interi appartamenti, il 67,73 alloggi disponibili per più di sei mesi e il 61,29 immobili gestiti da host che mettono in vendita più di un alloggio. A Salerno, invece, ad agosto 2018 risultano disponibili su Airbnb 8.423 alloggi, in crescita del 111,21% rispetto ad agosto 2016, quando ne erano pubblicizzati 3.988. Il 74,38% degli annunci si riferisce a interi appartamenti, il 68,30 ad alloggi disponibili per più di sei mesi, il 69,10 a strutture gestite da host che mettono in vendita più di un alloggio.

L’indagine condotta da Federalberghi tocca anche Ischia, dove il numero degli alloggi messi a disposizione dei turisti è lievitato da 940 a 1.911 facendo registrare un aumento del 92,66% tra agosto 2016 e agosto 2018. Nel caso dell’Isola Verde, l’80,67% delle offerte è relativa a interi appartamenti, il 66,76 ad alloggi disponibili per più di sei mesi, il 65,65 a strutture gestite da host che mettono in vendita più di un alloggio. Infine Capri, dove il numero degli alloggi a disposizione dei turisti è cresciuto del 49,79%: dai 486 alloggi pubblicizzati nel 2016 ai 728 di quest’anno. Il 70,47% delle offerte si riferisce a interi appartamenti, il 63,05 ad alloggi disponibili per più di sei mesi, il 67,45 a strutture gestite da host che mettono in vendita più di un alloggio. A Sorrento, invece, le offerte di locazioni brevi sono aumentate da 1.829 a 3.229 facendo segnare un +76,54% nell’arco degli ultimi due anni. Nel 78,01% dei casi si tratta di offerte per l’affitto di interi appartamenti, nel 69,56 di alloggi disponibili per più di sei mesi e nel 78,23 di immobili gestiti da host che mettono in vendita più di un alloggio.

“È evidente come questo fenomeno comporti l’elusione delle norme poste a tutela del cliente, dei lavoratori, della collettività, del mercato – sottolinea Costanzo Iaccarino, presidente di Federalberghi Campania e vicepresidente nazionale dell’associazione –. L’ospite, infatti, non ha la possibilità di vivere la tanto desiderata “esperienza autentica”. Nello stesso tempo, l’evasione fiscale e la concorrenza sleale si risolvono in un danno per le imprese turistiche tradizionali e per quanto gestiscano le nuove forme di accoglienza conformemente alla legge”.

Per Sergio Gargiulo, presidente di Federalberghi Capri, “occorre una regolamentazione seria e chiara in modo tale da evitare contraccolpi tanto per le imprese turistiche quanto per le popolazioni residenti nelle varie località campane”. Ermando Mennella, presidente degli albergatori ischitani, sottolinea la necessità di “distinguere tra chi svolge l’attività extralberghiera in modo corretto da chi, invece, non rispetta la legge: è quest’ultima categoria, quella degli abusivi, che deve essere sanzionata per evitare pericolose distorsioni del mercato”.

Di qui le proposte che Federalberghi ha rivolto al ministro Centinaio: istituire un registro nazionale degli alloggi turistici; affermare, anche per le locazioni brevi, l’obbligo di osservanza delle norme poste a tutela di clienti, lavoratori, vicini di casa, collettività e concorrenza; adottare misure volte ad arginare lo spopolamento dei centri storici determinato dalla sempre più diffusa tendenza a sfrattare le famiglie residenti per destinare gli alloggi all’accoglienza dei turisti.