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Domani protestano i lavoratori del turismo a Sorrento, Capri, Amalfi ed Ischia

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Continuano le proteste per la crisi economica connessa alla pandemia: i lavoratori della filiera dell’ospitalità scenderanno in piazza domani mattina, sabato 10 aprile 2021, alle ore 10 a Sorrento, Capri, Amalfi e Ischia. Una manifestazione volta a denunciare lo stato di sofferenza del settore e sollecitare interventi nell’immediato, voluta da Abbac-Campania, Anls Campania, Comitato Dipendenti Ncc Campania, Comitato Air-Aziende Ncc, Fia Confindustria, Flaica Cub-Regione Campania, provincia di Napoli, provincia di Salerno, Guide ed Accompagnatori turistici, Mcl Capri.

In piazza ci saranno lavoratori alberghieri, tassisti, Ncc, addetti di bar e ristoranti, ma anche dello spettacolo e di tutte le categorie che ruotano intorno all’indotto. Solo in penisola sorrentina il comparto occupa circa l’80% dei lavoratori. “Siamo stanchi di essere invisibili ed ignorati. Vogliamo lavorare con dignità, diritti e in sicurezza – spiegano i portavoce delle associazioni coinvolte nella protesta -. Saremo presenti a Sorrento in piazza Tasso, ad Amalfi in piazza Duomo, a Capri in piazza Umberto I e ad Ischia, presso il piazzale Giovanni Paolo II (Soccorso) di Forio per chiedere sostegni concreti”.

Le richieste al governo Draghi sono molteplici. Decontribuzione senza limite di età alle aziende dell’indotto turistico per incentivare nuove assunzioni, sostegno a coloro che hanno perso il lavoro, sostegno al comparto extralberghiero, ai gestori di attività extralberghiere (esclusi da ristori), contributi agli integrativi del reddito. Ma anche aiuti in fatto di sicurezza sanitaria, con chiari e severi protocolli, assistenza medica all’arrivo e alla partenza presso porti, aeroporti e stazioni. Per garantire la ripartenza della stagione turistica si richiedono anche vaccini appena disponibili con corsia parallela e dedicata ai lavoratori del comparto, incluso il trasporto turistico.

“Anche quest’anno il Covid-19 rischia di essere un alibi perfetto per imporre ai lavoratori stagionali, già provati da un anno di sacrifici ed assenza delle Istituzioni, condizioni di lavoro capestro. Anche quest’anno chi pagherà a caro prezzo le conseguenze della pandemia e di scelte politiche sbagliate saranno proprio quelli che, grazie alla loro professionalità, portano avanti il motore del Paese e della Campania: il turismo” dice Stanislao Balzamo, rappresentante del movimento.