Controlli sulla pesca in penisola sorrentina, militare aggredito

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MASSA LUBRENSE. Operazione della Capitaneria di Porto contro la pesca di frodo. Negli ultimi giorni gli uomini della Guardia Costiera sono stati impegnati in un’intensa attività di repressione dell’illegalità. In particolare, nelle zone dell’area stabiese e fino a Vico Equense, si è mirato a contrastare l’asportazione dei datteri dai fondali. Sono tre le persone sorprese a portare via dagli scogli sommersi i prelibati e costosi molluschi. Si tratta di tutti pregiudicati per reati specifici. Per loro è scattata una sanzione amministrativa di 2mila euro ed il sequestro dell’attrezzatura utilizzata per le immersioni.

In penisola sorrentina, invece, nel mirino degli uomini coordinati dal comandante Guglielmo Cassone, direttore marittimo del compartimento di Castellammare di Stabia, sono finiti i pescatori sportivi che non rispettavano le norme in materia di quantità e dimensioni del pescato. In particolare i militari della capitaneria hanno messo nel mirino coloro che superavano la soglia dei 5 chilogrammi di pesce catturato e, soprattutto, chi pescava tonni rossi troppo giovani e, quindi, sotto misura rispetto ai 30kg di peso o i 115 centimetri di lunghezza imposti dalla legge.

I controlli sono stati attuati sia via terra che in mare. In particolare, ieri, è stata passata al setaccio la zona dei Bagni della Regina Giovanna al Capo di Sorrento, vero paradiso per i pescatori sportivi, dove gli uomini della locamare di Sorrento, agli ordini del comandante Raffaele D’Urso, hanno elevato diverse sanzioni amministrative.

Questa notte, invece, le verifiche sono scattate in acqua. Proprio durante un controllo ad una delle imbarcazioni fermate, un militare è stato aggredito da un pescatore, Carmine Ercolano, che è stato poi denunciato per resistenza, oltraggio e lesioni a pubblico ufficiale. Per il militare si è reso necessario il trasferimento all’ospedale di Sorrento dove è tuttora ricoverato per accertamenti.