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Casa distrutta dalla frana, proprietari contro il Comune

Frana al Capo

SORRENTO. Finisce in tribunale la vicenda della frana che il 4 marzo del 2014 provocò gravi danni nella zona del Capo di Sorrento. In seguito alle incessanti piogge di quei giorni, infatti, si verificò lo smottamento di una parte di via Fontanelle per un fronte di circa 60 metri. A scivolare verso valle, oltre alla sede stradale ed al terreno, anche un’abitazione che fu completamente rasa al suolo dalla furia degli elementi, mentre un’altra rimase pesantemente danneggiata. Per fortuna gli occupanti ebbero modo di allontanarsi e di mettersi in salvo prima del disastro.

Da allora la famiglia che risiedeva nell’immobile andato distrutto (struttura in regola dal punto di vista urbanistico in quanto condonata) è stata costretta a soggiornare in alloggi presi in locazione, in attesa che si trovasse una soluzione definitiva, anche grazie al contributo dell’amministrazione comunale. Dopo due anni e mezzo, però, è ancora tutto fermo, tanto che i proprietari della casa demolita dalla frana, attraverso i loro legali, hanno chiamato in giudizio innanzi al Tribunale di Torre Annunziata il Comune di Sorrento.

I giudici dovranno accertare l’eventuale “responsabilità civile dell’ente di piazza Sant’Antonino in merito al crollo del tratto di strada comunale di via Fontanelle e per l’effetto condannarlo al risarcimento di tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali subiti dal nucleo familiare a seguito dell’evento franoso che causò la distruzione dell’abitazione”.

Inoltre al Comune viene chiesto di pagare per “il costo necessario alla ricostruzione dell’immobile da determinarsi in corso di causa, nonché le somme necessarie alla risistemazione del fondo; i costi sostenuti per la locazione della nuova abitazione reperita; i danni relativi alla perdita di tutti i beni presenti nell’immobile distrutto oltre al pagamento delle spese di lite”.

A seguito della citazione il dirigente dell’ufficio Contenzioso del Comune di Sorrento, Donato Sarno, ha dato mandato all’avvocato dell’ente, Maurizio Pasetto di costituirsi in giudizio.