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Caos Circum, lo sciopero di pochi dipendenti che blocca tutto

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Ieri ennesima giornata di caos in Circum. La Confail ha proclamato lo stato di agitazione che, sebbene abbia registrato un’adesione minima, ha di fatto comportato la paralisi del trasporto pubblico su ferro e gomma in tutta la provincia di Napoli e non solo. Sciopero in programma dalle 9 alle 13, quattro ore durante le quali ad incrociare le braccia è stata una percentuale relativamente bassa di lavoratori. Secondo l’azienda hanno aderito 63 persone su 2202 dipendenti nel ramo ferro. Sul ramo gomma, invece, hanno scioperato 76 persone su 771 dipendenti. Su alcune linee non ha aderito nessuno, ma ovviamente il blocco della circolazione determina che tutti i dipendenti in servizio, anche quelli formalmente a lavoro, restino con le mani in mano.

Il presidente dell’Eav, Umberto De Gregorio, non ci sta: “Siamo alle solite. Basta lo sciopero di un solo addetto in posizione chiave e si blocca tutto, perché la sostituzione è considerata condotta antisindacale. Tutto legittimo? Secondo le norme attuali, sì. Secondo il comune sentire dei cittadini, no. Me la prendo con i sindacati? No, io me la prendo soprattutto con la politica, con il legislatore. È lecito che anche un solo addetto a un passaggio a livello possa bloccare una intera ferrovia? Sì, è lecito secondo le norme attuali. Ma allora cosa volete da questi poveri amministratori di società partecipate che operano nel settore dei trasporti pubblici locali? Il bilancio lo firmano loro, ma sui costi del personale hanno le mani sostanzialmente legate. Chi comanda davvero non sono gli amministratori, ma i sindacati. Io – continua – vorrei un sindacato forte, che si sieda insieme a tutti a un solo tavolo, magari anche con un proprio rappresentante nel consiglio di amministrazione. Ma la Babele odierna determina solo confusione e non tutela i veri azionisti delle aziende di trasporto: gli utenti”.

E in effetti gli utenti ieri hanno vissuto l’ennesima giornata di passione. Un calvario iniziato anche prima delle 9, ora in cui doveva formalmente scattare lo sciopero. In Circumvesuviana, per esempio, già dalle 7:30 i treni sono partiti dal terminal di Porta Nolana con circa venti minuti di ritardo. Poi il blackout, l’inutile corsa a cercare un autobus sostitutivo e la lunga attesa fino al primo pomeriggio, quando la situazione ha iniziato a normalizzarsi. In serata pochi problemi, ma anche pochissimi pendolari: molti hanno fatto ricorso a mezzi propri ed hanno abbandonato l’idea di viaggiare con treni e bus dell’Eav.